Domenica piovosa, panciallariamento di rilettura.
Ne ho approfittato per ridare un'occhiata alla storia di De Nardo che avevo completamente rimosso dalla mia memoria - e non a torto, perché anche lei è inconsciamente selettiva, e sceglie il ciarpame da cestinare.
Non è male come storia, intendiamoci, sulla sufficienza... ma probabilmente la più scarsa delle sue ultime 3.
Una galassia indietro alla
Dea Madre, quei sei-sette pianeti dietro
Più forte della carne, mezza esosfera peggio di
Balor.
Domande millenarie, ottimo ritmo d'indagine per 2/3, bei personaggi, Dylan sul diario, lovestory ben fuori dalle righe...
... tanti buoni ingredienti IGP: ma non bastano per dare lustro a questa storia

.
Il solito scienzato semifolle ed il Prometeus/Frankestein postmoderno vengono giocate malissimo come carte, rovinando gran parte del resto. Non aggiungono nulla di particolare e si accomodano su luoghi meno che comuni, direi da plebaglia.
In più due marchi di fabbrica che prefererei De Nardo cominciasse ad autocensurare: il giochetto sulle combinazioni dei numeri [modello enigmistico/giocodatavola] e l
'intramontabile passaggio segreto, un suo chiodo fisso
Alla fine, per quanto non trascendentale, ho preferito la storia di Cavaletto.
Quella di Marzano non c'è stato neanche bisogno di cancellarla: le pagine si sono staccate da sé
ALOHA EDIZIONE LIMITATA