1° e 2° storia sufficienti.
3° insufficiente.
seguono
S
P
O
I
L
E
R
1° storiaAmbientare una storia nel mondo del cinema poteva essere un'ottima occasione per un Amarcord sull'horror degli anni '80 e '90.
Invece, dopo l'ottimo incipit, lo spunto viene trascurato. Dylan, più che ai ricordi, si abbandona all'esternazione di banalità retoriche piuttosto facilone, tipo: "La computer grafica fa perdere molti posti di lavoro" (EEEEEH?!?!?!

).
Comunque il problema principale è che il soggetto è insufficiente per coprire 94 pagine.
Infatti, dopo l'incipit e l'interessante presentazione dei vari personaggi, la storia non ha molto più da raccontare. L'indagine di Dylan non ingrana mai (anche perchè c'è pochissimo da indagare, dato che non c'è nessun assassino propriamente detto).
Così, per riempire le pagine, si accumulano sequenze-shock che si rivelano immagini da film e/o sogni di Dylan (la sostanza è la stessa). Va bene una volta, va bene due volte, ma non si può continuare a propinare sequenze "filmiche" a ogni piè sospinto senza generare saturazione, anche se la cosa ha una giustificazione narrativa.
Insomma, più la storia procede, più si sgonfia, dato che la carne al fuoco è poca.
I personaggi hanno una buona caratterizzazione, ma quando parte la 'raffica' di sequenze filmiche tutto ciò diventa futile. La loro personalità è di fatto ininfluente allo svolgimento della storia.
Il finale con l'intervento di Morte e Vita tutto sommato non mi è dispiaciuto. Comunque secondo me non è il finale il problema. E' che proprio la storia si affloscia strada facendo.
Come Amarcord,
Horror Paradise di Medda-Serra-Vigna & Castellini resta superiore. Comunque questa storia un 6 pieno lo merita comunque.
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2° storiaDopo la pseudo-archeologia della
Piramide capovolta, De Nardo offre un'altra storia "alla Martin Mystère", stavolta incentrata sulla pseudo-scienza.
Il risultato è nettamente superiore, anche se l'eccesso di verbosità è a tratti un po' pesante. Forse il problema maggiore è che, nonostante tutto il tecno-bla-bla, la trama non è che l'ennesima vicenda "alla Frankenstein", con uno scienziato magari non del tutto pazzo ma certamente fissato e una creatura artificale dal destino segnato.
Storie del genere sono davvero troppo numerose e troppo note perchè l'argomento, nonostante le piccole varianti, risulti interessante.
Migliore la parte 'casalinga', incentrata sui problemi sentimentali di Dylan e sulle corna coniugali. C'è un genuino senso di sorpresa alla rivelazione finale, e i personaggi rivelano una caratterizzazione efficace.
Voto complessivo : 6 +
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3° storiaDopo
Il baule delle meraviglie, un altro oggetto maledetto di cui non si sentiva la mancanza...
Target adolescenziale : ecco cosa ho pensato leggendo questa storia!
Nient'altro che un passatempo da leggiucchiare in treno, con l'eroe che affronta il cattivone di turno e lo sconfigge.
L'indagine di Dylan è noiosa come poche, dato che il lettore sa già fin dall'inizio che la 'colpa' di tutto è delle scarpe. I personaggi sono monodimensionali e la vicenda segue un percorso narrativo di assoluta prevedibilità.
Bocciata.