@Cava:
SPOILER
A mio parere, una delle caratteristiche decisive della narrazione di genere è la possibilità di sviscerare sottotesti "alti" (vuoi etici, filosofici, morali) mostrando eventi apparentemente superficiali e meramente ludici. Tu in questa storia lo fai, il tuo è uno spassoso b-movie che racconta il modo in cui una certa cerchia di persone si pone nei confronti della morte, il loro modo quasi morboso di guardarla quotidianamente in faccia, il loro strusciarvisi continuamente contro senza mai toccarla fino in fondo. Insomma, il loro raggiungere la massima vitalità coincide con il guardare la morte in faccia, scommetere con l'oscura signora che avranno anche questa volta la meglio. E il concetto è bello e interessante, ma è già lì, nelle prime novanta pagine, implicito nelle linee di dialogo e nel dipanarsi dell'azione. Il tuo esplicitarlo in maniera concreta nel finale, mettendo in scena il personaggio della vita e quello della morte, è solo un sottolineare quanto già detto/mostrato, è un didascalico ribadire il concetto, di quel didascalico tipico, chessò, delle OPERETTE MORALI di Leopardi. Ma lì era un'altra roba. Il twist è fasullo, è un delegare a delle entità ENORMI il succo di una storia fondamentalmente terrena.
Certo, tu dirai che di stuntman ne crepano così tanti proprio in virtù di una prosaica e ulteriore scommessa, in cui vita e morte mi ricordano i fratelli di UNA POLTRONA PER DUE. Però, stante il fatto che la storia l'ho gradita, posta come chiusa questa spiegazione, oltre a stridere pesantemente col narrato precedente, finisce per svilire la "complessa semplicità" da b-movie sviscerata nel corso della storia.
Forse potevi metterle all'inizio, le entità, e ribaltare in qualche modo la premessa sul finale. Forse, faccio per dì!
Comunque bravo!
