<blockquote id="quote"><font size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica" id="quote">quote:<hr height="1" noshade id="quote"><i>Originally posted by Ema</i>
<br />OmbraLuce, sono d'accordo con te sulle ingiustizie nel mondo, ma provo a esporre la mia visione: un fumetto lo si analizza sempre e solo per i suoi parametri narrativi (vecchio, nuovo, originale, abusato, implicito, esplicito ecc.ecc.), quindi è questo il metro di giudizio, non certo il pensiero personale, piaccia o meno. Mi spiego: di quella sequenza si potebbe dire "finalmente! Dyd che gliela canta a questa società italiana che genera precariato!", e dunque uscirne entusiasti. A mio parere, però, tutto ciò si era ottimamente suggerito a pag.21: far vedere una ragazza giovane inchiodata alla cuffia del call center, che subisce gli scherzi del cretino di turno, è già significante in sè e risulta sufficiente per dire ciò che si voleva dire. Pag.22, con quella lunga spiegazione sottoforma di pensiero - "spiegone", direbbe qualcuno: non meno greve e fuori luogo di certi finali -, rende invece la sequenza fallimentare. I precari esistono, non li inventa Marzano, al massimo può limitarsi a mostrarli o alludervi, come fa nella prima pag.; la seconda è invece irricevibile perchè sottovalutativa delle capacità cognitive del lettore.
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No, non mi hai capito, io non sto parlando di gradire o meno ciò che è stato scritto. Dico che il modo IN CUI la ragazza pensa non è affatto poco realistico in quanto io penso spesso esattamente in quel modo, proprio scandendo le parole, proprio come se stessi parlando con qualcuno, in modo molto esplicito. Magari per te può apparire poco probabile che uno pensi in questo modo ma posso assicurarti che molto spesso i miei pensieri sono molto simili a quelli della ragazza. Parlo del modo di pensare.
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