Io ho smesso di scrivere per disaffezione nei confronti degli autori. Vederli scrivere nel forum e inalberarsi in spiegazioni dei loro indifendibili errori/oscenità mi ha fatto pena e tristezza. Perchè l'effetto coda fra le gambe è inevitabile (perlomeno per la maggior parte delle persone). Mi ricordo ildylandogofilo recensire un albo della Beraldi sul suo canale youtube, sottolineando giustamente a duri toni tutte le nchiate commesse. Ma dato il commento sul canale youtube (gesù onnipotente) della Baraldi stessa, il signor dylandogofilo ha caricato un video pietoso e scodinzolante di scuse e perdono io cui smentiva se stesso pur di far bella figura.
E' una forma di sottile censura (involontaria e inconsapevole) alla critica. Non voglio più farne parte.
L'horror post (si chiama ancora così?) di ogni albo lo ignoro ormai da due anni, il modo di scrivere di Recchioni mi urta le viscere (anche se diverse sue storie mi sono piaciute molto).
In questo periodo vi leggo un po' nella speranza che si riaccenda quella fiammella d'amore che va avanti da 20 anni, ma ancora non sono riuscito a rimuovere i vari annunci di vendita della mia collezione. A proposito Bonelli ha perso milioni per via dei mercatini dell'usato e delle vendite di privati ex lettori, per il semplice fatto di non offrire un'alternativa concorrenziale sul suo sito: tutte le ristampe esaurite (ESAURITE!!!) e solo collezione book (incompleta e chiusa) in vendita a 4.5€ ad albo. Ma chi li compra?
Ma ci rendiamo conto che hanno un patrimonio di 400 albi (solo DyD...) che non è in vendita da nessuna parte? Digitalizzare tutto no eh? Si, sul sito ci sono gli originali dal 70 in poi ma a 3.9€... In pratica stanno dicendo ai nuovi lettori (ma anche ai vecchi che devono completare la collezione) di andare a prendere i vecchi Dylan nei mercatini a 0.5/1€...IMBARAZZANTE.
Il fatto stesso di sapere che Dylan Dog "sta morendo" come testata mi toglie entusiasmo.
Le politiche di marketing della Bonelli sono semplicemente ridicole e porteranno inevitabilmente al fallimento. Mi piace l'idea di supportare aziende dinamiche, fresche, innovative. Bonelli è ferma negli anni 90, di conseguenza mi passa l'idea di un editore morente che non ho decisamente voglia di finanziare con i miei 3.40€ (+50 centesimi di tassa fallimento).
Applico gli stessi ragionamenti al gaming. Se la software house è ferma da mesi, non rilascia contenuti nuovi e i giocatori sono in calo, di certo non viene voglia di giocare. Perchè con un fumetto dovrebbe essere diverso?
Perchè dovrei avere voglia di continuare a comprare un fumetto edito da un editore morente, dal quale i lettori fuggono e che è pure aumentato di prezzo?
Per una comparazione con il mondo del gaming, World of Warcraft perde giocatori da 7 anni ed è attivo dal 2004. Qualcuno per caso ha visto un aumento dei costi di sottoscrizione? 13€ al mese dal 2004. Anzi, nel corso degli anni hanno aggiunto metodi per ottenere mesi gratis...
Ecco una rappresentazione fedele di quello che sta accadendo in Bonelli:

Il continuo della vignetta è realtà purtroppo: ennesimo riciclo di ristampe (in allegato a corriere e gazzetta, proprio come negli anni 90), poster allegati (come nel Cioè), Tarocchi (sto comprando Donna Moderna?). Mi domando se hanno mai investito in consulenze di marketing. Forse si, ma ormai è evidente a tutti che stanno spremendo i vecchi lettori. Ma anche questa è una politica per niente lungimirante, è un modo per posticipare l'inevitabile, come in Terminator.
Pagiu ha scritto:
Ma solo io lo smartphone non ce l'ho?
Credo di si. Questo è uno dei motivi per i quali Dylan sta fallendo. E' un personaggio ormai totalmente anacronistico, lontanissimo dai giovani e ormai anche dai vecchi. I settantenni di oggi conoscono meglio la tecnologia di Dylan. Io lavoro con i minori, già li immagino i commenti nei confronti del personaggio. Una scopata ad albo ormai non attrae più i ragazzini, con pornhub ormai accessibile dai 10 anni.
Il personaggio è vecchio (e antimoderno), le storie sono vecchie (una tetta qua e là e budelle non attraggono più, o meglio da sole non bastano). C'è sta stupirsi che sia ancora vivo.