the Imp ha scritto:
a proposito di citazioni:
ora se questa citazione viene nominata anche nel redazionale che cambia, esattamente?
Non cambia molto... ma ultimamente stiamo superando il colmo della misura (e dell'involontariamente pedante)

.
Mi spiego meglio. E non alludo alla questione dell'ori-genialità delle storie, intesi
Vabbene indicare (alcune) delle tracce narrative, degli spunti di rimando, delle contaminazioni culturali... ma in certi casi questi luoghi "interattivi" si stanno trasformando in estenuanti listoni di credits, modello vademecum didascalico del provetto autore.
Pronto ad indicare sin troppo pedestremente il ricettario composito degli ingredienti che hanno portato alla sua creatura. Un po' come
La Prova del Cuoco... con la differenza che a qualcuno questa cosa va di traverso e che Bigazzi non entra a gamba tesa nominando l'innominabile - v. gattinpentola

.
Come già detto, capisco la difficoltà di riempire di qualcosa di sensato quella pagina dell'
Horror Club, ma negli ultimi tempi ci si sta arrabattando nel nozionismo forzoso pur di ricostruire una specie di rete sensata di citazioni e rimandi che guidino all' "anima" della storia, alle sue radici o alle sue devianze.
Come un manualetto per le istruzioni, dei Lego

.
Personalmente ne farei a meno, in certi casi... o almeno ci andrei un po' più pianino.
Sono strumenti che non servono sempre al lettore, e talvolta finiscono per suppurare l'atmosfera con una sorta di granpentolonismo in cui rigirare ogni minestra pre-riscaldata...oppure con cui celebrare fra presunti aficionados occhieggianti i paradigmi sfoggiati del "genere" o delle tendenze di gruppo.
Che Dylan sia un coacervo di stimoli incanalati attraverso il suo dinamismo è cosa nota.
Ma non è detto che questi stimoli vadano spiattellati volta per volta sino all'enciclopedismo del
making of non richiesto da nessuno.
Lasciamo qualcosa dietro le quinte, ogni tanto (v.
Ambrosini, come stile

).
Ed evitiamo, se possibile,
di aggrappare continuamente Dylan a questa o quest'altra icona pop per darsi un tono ammiccante, per soddisfare il blockbusterismo mediatico del "riconoscibile", o per rivangare lo showcase delle preferenze culturali dei singoli autori, in ambito di letture, film, fumetti, etc., tramite prestiti/omaggi/citazioni.
Credo che Dylan abbia
da sé le credenziali per re-imporsi come icona, ed è quello che la fase 2 sembra voler intavolare.
Qualche passaggio sulla strada va bene, qualche stampella d'appoggio anche.
Ma per la maggior parte deve guidare lui... gli altri.
E non essere pilotato per farli accomodare sulle proprie gambe mentre sterza verso il rilancio

.
ALOHA AUTOSTOP