A causa di questo e dello spiegone finale tirato per le lunghe ho votato accettabile (sul 6,5) invece di buono.
La lettura è stata piacevole per quasi tutto l'albo, la Barbato si è mossa a suo agio tra vari registri, ha dato vita a dialoghi spesso brillanti. Questo poteva essere un fumetto troppo sentimentale o troppo melodrammatico dato il soggetto, invece si è scelto (per fortuna) un tono leggero. Poteva anche essere tutto incentrato sulla pensione di Bloch (ma sì, un bell'alberghetto in riva al mare coi suoi problemi di gestione

) o questo motivo essere come appiccicato ad una trama in cui non c'entrasse nulla, invece mi è sembrata buona la fusione tra evento ed indagine (soluzione a parte). Buone alcune creazioni, come il sinistro racket della morte e il personaggio di Nora, dotata di un fascino decadente alla Dietrich (un po' per fattezze la ricorda). Ottimo il personaggio (qui non macchietta) di Jenkins a cui è legato l'episodio più drammatico e toccante; la sua adorazione per Bloch è di gran lunga maggiore di quella di Catarella per Montalbano, i fiori poi... qualche sospetto...
Ma Bloch personaggio? Non totalmente credibile e piuttosto antipatico alle prese con la nuova vita, è grande nelle prime pagine e nel finale. Un personaggio che ha ancora molto da offrire nella sua nuova veste, certo molto dipenderà anche dallo sceneggiatore di turno, ma mi sento di sbilanciarmi e affermare che questa del pensionamento e liberazione dalla routine sia stata un'ottima idea.
Riguardo i disegni, ma c'è qualcuno a cui non piace Brindisi? Da 9 sicuro.