Oggetto del messaggio: #324 - L' odio non muore mai
Inviato: lun ago 26, 2013 5:37 pm
Iscritto il: sab ott 02, 2004 7:32 pm Messaggi: 11287 Località: Napoli
Un risveglio da incubo! Cosa ci fa Dylan Dog in un feretro d’acciaio?!
Dylan Dog n. 324, mensile L' odio non muore mai Soggetto e sceneggiatura: Luigi Mignacco Disegni di:Giancarlo Alessandrini Copertina: Angelo Stano
Dylan si sveglia rinchiuso in una bara d’acciaio, senza riuscire a ricordare come ci sia finito. Per fare luce sugli avvenimenti che l’hanno portato a quella drammatica situazione, l’inquilino di Craven Road deve fare un passo indietro con la memoria e tornare a Starmouth, spettrale cittadina marinara della costa meridionale britannica dove i fantasmi della Seconda Guerra Mondiale sono di casa...
Per rendere il topic delle ultime uscite più consultabile da chi volesse avere pareri in anteprima, tutti i commenti relativi all'attesa dell'albo, fatti prima di avere comprato e letto l'albo, andranno spostati nei topic dell'area ANTICIPAZIONI in modo che, almeno le prime pagine, siano una serie abbastanza pulita di commenti.
Se qualcuno continua a postare qua non è grave, ma sappia che dopo qualche tempo i suoi post saranno spostati senza preavviso.
Inoltre si ricorda a tutti di segnalare gli SPOILER, ove presenti.
Oggetto del messaggio: Re: #324 - L' odio non muore mai
Inviato: mar ago 27, 2013 2:30 pm
Iscritto il: lun feb 28, 2011 3:20 pm Messaggi: 6349 Località: Milano
Grazie !
Allora:
Spoiler!
Copertina da sette. Stano ha fatto di meglio, ok, eppure l'atmosfera c'è, la figura alla luce della Luna è di buona suggestione, anche il mare appare abbastanza buono. Di nota contraria c'è il prato, troppo buttato lì come colore. Dylan in buon movimento. Disegni: sette. Non amo molto il tratto di Alessandrini, ma qui se la cava bene, pur non raggiungendo mai vette spettacolari. I vampiri appaiono troppo caricaturali, sebbene per una volta Mignacco non cucini la solita salsa.
Storia: Fog di Carpenter è pesantemente tirata in ballo per tutta la prima parte. Dico pensatemente per l'atmosfera e i rimandi alla nebbia assassina, non perché il racconto scorra male, sebbene sia a volte troppo prolisso e verboso. Dylan fa poco o niente, situazione iniziale a parte, comunque già riproposta troppe volte, ma che qui, lo confesso, mi ha provocato una sorta di claustrofobia abbatanza fastidiosa. Si al sogno/ricordo della dolce nonnina, non avevo capito ove si volesse andare a parare, e lo reputo un pregio. Poi mi ero illusa di un qualcosa che il finale ha parzialmente deluso, ma anche questo non so se reputarlo un male, onestamente. Comunque molto romantica e dolce la sequenza del ricordo della donna, che piace alla strega, in vena in questi giorni di coccole. La storia ha un cambio di passo da pagina 75, in cui ci viene riproposta la solita solfa dei vampiri, sebbene qui Mignacco abbia cercato qualche tocco di originalità. L'idea del sottomarino che girovaghi per settant'anni nei mari inglesi senza mai esser intercettato, pare francamente inverosimile, ma non del tutto impossibile vista la vastità del mare, ma sfuma dietro a scene di claustrofobica forza, che scadono solo nei disegni, poco evocativi a volte ( qui Roi sarebbe andato a nozze....) ma che portano alla bella morale finale: l'amore vince sui mostri. In generale mi pare che ogni comprimario, vecchio incartapecorito compreso, renda bene, ed allora perchè per la Strega la storia è da sei e mezzo e non da otto ? Per via delle troppe cose spiegate nel finale, seppure con maestria narrativa, dal capitolo finale troppo classico e gettato lì, per l'apporto di Dylan, quasi nullo, per il ricordo/sogno che non meritava alcuna spiegazione forzata. Ed è un peccato, che forse si sarebbe potuto evitare. Dialoghi a volte esageratamente empi di retorica ( " l'abisso guarda dentro di me..." ad esempio ) ma comunque buoni. Da sei e mezzo/sette, sebbene la colga come enorme occasione sprecata.
_________________ " Il locale è triste e sta sempre qua ! "
buona storia. non so se sono stati revisionati i dialoghi ma mi sono piaciuti. alessandrini purtroppo negli ultimi anni è andato col pilota automatico su martin mystere. qui su dylan dog non è al massimo ma ci regala un ottima prova e non mancano vignette vincenti (anche se accostate ad altre poco riuscite). il suo dylan nelle prime prove sembrava martin mystere con la parrucca, qui si vede un lavoro di "stanizzazione" nel volto, lode per l'impegno ma spesso il risultato è pessimo a dir poco. l'atmosfera nelle tavole comunque c'è...ed è quel che conta. giudizio sul titolo: ehm, mah, embè? boh! evvabbè...se lo dite voi ne prendiamo atto in silenzio. la copertina non mi piace ne per disegno e ne per colorazione. voto alla storia: 7
_________________ Here Lies Our Beloved Skeletor Born 21 November 2005 Left us 23 June 2021 R.I.P. Resurrected on an unspecified day in June 2023
Oggetto del messaggio: Re: #324 - L' odio non muore mai
Inviato: mar ago 27, 2013 6:50 pm
Iscritto il: ven ott 08, 2010 7:20 pm Messaggi: 3171 Località: La Montagna del Nord
La storia non mi è piaciuta,ma sono in fibrillazione dopo aver letto l'editoriale di sclavi!
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Oggetto del messaggio: Re: #324 - L' odio non muore mai
Inviato: mar ago 27, 2013 7:12 pm
Iscritto il: lun gen 11, 2010 11:19 pm Messaggi: 4046 Località: Milano
Una buona storia anche secondo me. Non ho gradito molto i primi piani di Alessandrini, a volte Dylan sembra un ebete, ma nel complesso mi è piaciuto anche lui.
Sulla storia:
Spoiler!
Mi lascia qualche perplessità l'idea di vampiri buoni, vampiri cattivi, nazisti (cattivi) che si trasformano in lupi, un po' inverosimile, ma tutto scorre
.
Molto emozionante leggere Sclavi che annuncia le novità su Dylan Dog, finalmente una nuova vita!
Dovrei rileggerla, ma voto buono anche e soprattutto per il prologo do Sclavi.
_________________ Chi sa, fa, chi non sa, insegna, chi non sa insegnare, critica. E chi non sa neppure criticare, scrive recensioni sui forum.
Oggetto del messaggio: Re: #324 - L' odio non muore mai
Inviato: mer ago 28, 2013 12:26 pm
Iscritto il: mer nov 17, 2010 6:55 pm Messaggi: 272
Un albo che ho votato con piena sufficenza, ma non mi fa andare oltre. Comunque ben scritto, senza dubbio, sia a livello di sceneggiatura che di dialoghi.
Le cose che mi sono piaciute:
Spoiler!
I Vampiri Nazi: L'idea di questi vampiri viandanti, dal finire della guerra, per volere delle SS. m è piaciuta molto. Mi sono sempre piaciute le opere che parlano dei nazisti che cercavano nell'occulto una via per vincere la guerra (vedi "i predatori dell'arca perduta) e che anche in Dylan dog se ne trovi spunto per raccontare qualcosa.
Indovina chi: Appena ho visto ratti e nebbia mi è venuto subito in mente la presenza di un possibile vampiro, ne sono stato certo quando ho visto anche i lupi. Il citazionismo da "Nosferatu" era evidente, ma anche andando indietro ad alcuni albi della serie regolare e no si possono trovare vampiri con poteri simili. Non so se è una cosa buona o cattiva il fatto che abbia capito prima la possibile "tipologia" del mostro, anche perchè fino alla fine mi sono trascinato col dubbio, quindi la reputo una cosa positiva.
I Personaggi: sia protagonisti, comprimari, che antagonisti sono descritti molto bene, e non si limitano a comparsate mordi e fuggi. Psicologia ben tratteggiata in tutti senza mai forzare la mano.
Groucho: in gran forma, freddure poco divertenti alla sua maniera in certe parti, in altre veramente spassose. Spezza bene l'atmosfera surreale senza appiattirla mai.
Il Paranormale: Le sequenze oniriche e le sparizioni fatte molto bene.
I Dialoghi: molto funzionali e poche volte pesanti.
Quello che non mi è piaciuto:
Spoiler!
Le spiegazioni: troppo lunghe nel finale. Allora, so che sono necessarie, ma a me piace molto il realismo dei dialoghi nei fumetti (anche se sono paranormali, di fantascienza, ecc) perchè credo facciano entrare il lettore in maniera più intimistica nell'opera. Gli spiegoni sono necessari in certe occasioni, ma possono trovare altre vie che non il semplice resoconto finale. Non sono certo io quello capace di dare una spiegazione così complessa in maniera semplice, ma ci sono stati autori che con poche righe e due buone tavole sono riesciti, in passato, a far capire al lettore tutto senza forzare sulle spiegazioni. Se qualcuno ha voglia di chiedermi esempi precedenti lo farò, ma la discussione potrebbe generare un bel Off Topic. Comunque tutto sommato Mignacco sforna le spiegazioni in maniera sufficente.
La sequenza iniziale: ricordo una sequenza simile in "L'ultimo plenilunio", e se ci penso ancora adesso mi viene il magone, mi sentivo soffocare. Qui poco patos... doveva essere funzionale all'inizio della vicenda, ma lo è stato poco.
Alcune battute di dylan: quando cita Nietzsche sulla scogliera è molto gratuito, mi è sembrata forzata e priva di senso al momento, anche se capisco che Mignacco abbia forse voluto far stemperare a Dylan il momento di panico, ma forse una battuta ironica più che citazionistica l'avrei inquadrata meglio.
I disegni:
Alessandrini non sono riuscito subito a comprenderlo in questo albo, non mi convinceva, specialmente sul volto di Dylan. Poi però, a lettura in corso, i suoi disegni mi hanno parecchio preso. Non so, ha un tratto molto personale che ci sta bene in una storia con queste atmosfere... lo trovato piacevolmente in parte.
Voto 6,5 su tutta la linea, non trattandosi di capolavoro ma comunque di una piacevole lettura.
_________________ L'inizio della fine sarà quando cominceremo a prenderci dannatamente sul serio!
Ultima modifica di Antonius il mer ago 28, 2013 12:32 pm, modificato 1 volta in totale.