Come già detto sopra, si poteva fare meglio...
Nel senso che la storia "c'è", l'input è pure interessante a livello di (retroterra di) soggetto, ma
Eccher ne sviluppa una sceneggiatura abbastanza banale e monotona, a livelli di compitino liscio liscio, svilendo alcuni punti che meritavano più enfasi, per invece ammorbarci di
continui dialoghi ridondanti dove i personaggi riflettono su ipotesi/profilazioni peggio che ovvie, e che si potevano tranquillamente evitare - almeno che il lettore medio non vada considerato fesso-da-imboccare-a-prescindere - concentrandosi invece sulla tensione degli eventi, qualche complicazione in più, etc.
Se non altro è un albo meno pretenzioso e manieristico del precedente.
Votato 6.
S ❅ P ❅ O ❅ I ❅ L ❅ E ❅ R
Comincio dai disegni: buona la copertina;
Nizzoli molto meglio, non è una novità, anche se col tempo va perdendo la sua parte più fabulosa per imborghesirsi... pure lui. Belli i primi piani, gli interni dettagliati, i ghiacciai, il mare artico+balena, i mezzi di trasporto sulla neve, etc. L'unica cosa che
non ho gradito sono le 3 splash page, che in realtà sono 3 tavole ingrandite in modo abbastanza dozzinale (soprattutto la prima, pp. 22-23). Certe volte (pp. 78-81) forse si esagera col senso del vuoto ispirato dal setting polare, ma fa parte dell'incubo ispirato dal "bianco" dominante, che è uno dei temi portanti di questa storia

.
A proposito di bianco agghiacciante, qualcuno di voi ha letto il racconto lungo
Farsi un fuoco di
Jack London 
Davvero da brividi, di paura, ed è in parte questo che voleva trasmetterci la
Ghinelli sulla possanza desolata ed inquietante del Grande Nord, anche con qualche citazione ad hoc.
Lo stesso non è riuscita a fare ficcandoci a tutti i costi il corvaccio di
E.A. Poe che non c'entra nulla con queste latitudini, almeno che non fosse un prestito traslato delle avventure di
Gordon Pym.
Ecco, sullo sciamanesimo, gli spiriti occulti della natura, le forze insondabili, lo scontro tra non-civiltà, i millenni di segreti sepolti/conservati dalla neve, etc... non ho nulla da ridire, anche quando il messaggio ambientalista è sin troppo smaccato: anzi, questa parte per me meritava più focus (a caldo

), più elementi, più indicazioni, più dinamiche oscure, e non soltanto il discettare sentenzioso di una guida inuit o una pomata rituale (e fallimentare) riesumata last minute per carotaggio glaciale
Qui, come detto prima, latita l'atmosfera per l'anima della storia, che si perde (dis)grazie a
Eccher in un ultra-didascalico profluvio di riflessioni superflue e considerazioni telefonatissime, piuttosto che addentrarsi nella materia occulta e centrale al soggetto, ridotta ad un pajo di indicazioni last minute in coda - di orso, non a caso mozza.
Lasciando perdere la banalità prevedibile dell'ensemble - in pratica dopo 20 pagine si capisce che Adele orsamannara è responsabile dei fattacci familiari & londinesi

- e l'infantile (in senso di scrittura) evidenza della complicità nel presunto-torbido di Frank aka M.Giallini, ci sono altre cose che proprio non mi hanno convinto nei testi, a livello di storture e approssimazioni al limite del dozzinale

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A parte che un giornale che trafiletta (p.12) spudorando nel sarcasmo "
se non altro la famiglia spezzata non dovrà subire un ulteriore smembramento" si meriterebbe fior di denunce fino a smembrare le proprie tasche per spese legali... non ha molto senso
che i servizi sanitari siano dislocati su un campo base distante miglia e miglia (su un isolotto, isolato, raggiungibile solo con motoscafo prima, poi con motoslitte) dai campi di alloggio di Pond Inlet.
Come non ha affatto senso a priori che la missione in Canada dei genitori di Adele - complici Cynthia da Londra e Frank sul posto - sia stata appositamente escogitata con la finalità di trovare il portentoso unguento (fallimentare) della mummia, quando in realtà il suo ritrovamento sembra abbastanza casuale per come rappresentato, e comunque qualsiasi apice di disperazione genitoriale per la salute della propria figlia non giustifica il portarsela dietro in quelle condizioni estreme, in un ambiente tanto ostile come quello iper-artico, con la vana speranza di trovare scavando qualche mummia di sciamano en passant, tipo tartufo prodigioso
Non mi dilungo più di tanto sulla postura nonchalante di Dylan e Nora che discutono tranquillamente accovacciati con l'inuit, tipo racconti dei boy scout (p.92), mentre il povero Frank - che tutto sommato voleva bonariamente solo ajutare i genitori di Adele nella loro folle vena di medicina alternativa - si ritrova smembrato a pochi metri, arrossendo la neve per l'irrispettosa piega dei fatti

...
... mentre vorrei spendere qualche parola di contrarietà in più per la
FALLA LOGICA più abissale della storia, già indicata da un altro veterano forumista pochi post sopra.
Ma se Adele è già morta E SEPPELLITA nonostante il rito della pomata, andato in cilecca... chi/cosa pensano di accogliere in casa qualche ora dopo i suoi genitori? In un luogo come Pond Inlet remotissimo dal campo base, dove per arrivare ci vuole un discepolo di Ambrogio Fogar, mentre qua si tratta di una regazzetta tutta sola manco slitta-munita? Sono talmente idioti ed auto-plagiati da non capire che si tratta di (nel migliore dei casi) un surrogato alieno ed alienato di Adele? Ben gli sta che poi gli spiriti della natura si vendichino su di loro, proprio nella forma di revenant-di-figlia-orsa-mannara-'zzatacomenabeshtia
Poveri genitori annebbiati; per i giorni più freddi della merla, una gracchiante freddura di Groucho li seppelisca, almeno col sorriso congelato
