Bah...non entro nel merito...ma qui mi sembra che si stia finendo col l'oltranzismo integralista a suon di sprangate (metaforiche) ed intolleranza verso gli onnivori, concepiti come una (sotto)razza disinformata, arcaizzante, suicida e sanguinaria...che merita di estinguersi per partito preso dalla bio-evoluzione moralizzata, secondo i fanatismi del momento

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Tutto il rispetto per vegetariani e vegani, ma sfociare nel proselitismo facendo leva sui sensi di colpa atavici che ci portiamo dietro, mi sembra un giochino un tantino stucchevoloso e strumentale.
E poi...alla base di tutto...chi ci dà la presunzione di pensare/sapere che neanche gli esseri non-animali, ma biologicamente
dotati di vita (i.e. le piante) non soffrano, non provino qualcosa, non meritino rispetto alla pari di un cucciolo con gli occhioni - che fa facilmente leva sulle nostre pulsioni più inconsce per affinità e retaggi protettivi/mammiferanti. Che differenza c'è tra un spiedino di gamberetti a Porto Cervo, uno di scorpioni a Bangkok ed un'insalata greca

Per chi bisogna commuoversi di più al momento del imbocconamento?
Le basi della discriminazione sono del tutto arbitrarie, dovute a percezioni soggettive, dipendenti dalla sensibilità personale o da tradizioni culturali (v. musulmani per il majale, o indù per i bovini)- tranne che nei casi di palese mattanza criminale, come contro specie specifiche come gli squali per le pinne, le tigri per i genitali, le foche per la pelliccia, gli elefanti per l'avorio, etc...
Coltivare distese di soja pari ad intere nazioni non ajuta lo sviluppo, favorisce le monoculture che stritolano la povertà dei paesi in via di (negato) sviluppo, e soppianta la vegetazione locale che finisce per scomparire. Non è di certo la panacea per il bene (gastrico ed etico) dell'umanità.
Lo stesso vale per mais, colza ed altri cereali imposti dall'uomo come mangimi per animali d'allevamento...beninteso...che con le loro scoregge sono la prima causa di emissioni di gas nocivi nell'atmosfera (dato scientifico)

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Il problema è che oggi si produce troppa carne, e che i nuovi paesi emergenti tendono a far levitare i consumi di carne proprio per una (preoccupante) associazione di questa con il benessere, modificando tradizioni alimentari millenarie (sanissime) in cui il consumo di carne era limitato per ragioni di disponibilità o povertà endemica.
Non bisogna andare molto indietro, basta pensare all'Italia degli anni '60 ed a quanto spesso si vedesse la carne (specie rossa) in tavola. Adesso si esagera, e la domanda va centinaja di volte oltre il reale fabbisogno....mandando alle stelle il colesterolo di una buona fetta di popolazione

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Ah, stasera ho mangiato frittata di carciofi...e detto sinceramente, ho provato più dispiacere per l'estirpamento di quel virgulto di carciofo monumentale che dell'uovo sottratto al deretano di una gallina.
Ognuno ha i suoi sensi di colpa...
ALOHA