Visto "the chaser" su prime, film coreano del 2008. Sarà che dall'oriente quello che arriva da noi é una sorta di selezione dei film migliori, ma un thriller del genere erano anni che non lo vedevo, e in generale "ultimamente" il cinema non statunitense sta dando diverse piste ad Hollywood, ormai ferma su canoni e standard formali che sì, ancora funzionano, ma che sono ormai stantii e soprattutto prevedibili e manieristi. Ma si diceva... Thriller tesissimo, che peró come al solito, nella migliore tradizione della narrazione orientale, attorno al nocciolo essenziale della trama (l'indagine) aggiunge tantissimi spunti e suggestioni, svariando dall'umorismo al drammatico al thriller in maniera totalmente disinvolta. È una storia veramente ricca di suggestioni, coinvolgente e tridimensionale, con interpretazioni eccezionali e un lato tecnico ottimo. Tutto quello che viene messo in scena é fatto, fronte sceneggiatura, per stimolare la curiosità della spettatore, per fargli dire "aspetta ma allora..." "aspetta ma quindi adesso...", che sia nello svolgimento dell'indagine, nei rapporti interpersonali dei personaggi, nelle vicende più quotidiane e leggere. È una cosa che trovavo molto pure nel cinema americano anni 70, questo spaziare oltre le mere necessità di trama, e aggiungere situazioni ed eventi del tutto slegati alla trama principale, ma che aiutano a immedesimare lo spettatore ed a coinvolgerlo. Ad oggi questa cosa, nel cinema Hollywoodiano mainstream, si é del tutto persa: tutti, dalla sceneggiatura alla forma, é legato allo svolgimento della trama, tutto deve avere un senso ed essetr quadrato, risultando con l'appiattimento del film e l'annullamento dell'interesse dello spettatore.
Fotografia molto bella, costumi e scenografie ottimi, uno stile di regia semplice ma efficacissimo (gli inseguimenti e le scazzottate andrebbero studiati: sono semplicissimi ma funzionano da dio. Insomma, un bel thrillerone, appassionante come non succedeva da molto
_________________ Oggettivo è ciò che richiede dimostrazioni. Soggettivo è ciò che richiede argomentazioni.
"Di ciò di cui non si può argomentare, si deve narrare" (semicit. di semicit.)
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