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Ho dei dubbi che Julia sia il fumetto bonelli più venduto insieme a Tex e Dylan Dog.
In tal caso, resterebbe da capire chi sta al terzo posto? Nathan Never forse? O qualche miniserie?
Io sapevo che Julia era il fumetto più venduto tra quelli che hanno debuttato in quegli anni (Napoleone, Magico Vento, Jonathan Steele...), ora non so se ha pure migliorato le vendite, di sicuro è un fumetto con un certo target garantito (da Berardi innanzitutto) ma non realizza una "saga" solida come invece fanno Dampyr e Nathan Never, due serie che, purtroppo, alternano storie memorabili ad altre che lo sono meno, diciamo di transizione... In questo, Dampyr ha iniziato a serie oramai inoltrata, con quelle storie che all'apparenza sono fuori continuity... Ma nel caso di Dampyr il problema non è la continuity (che per me c'è anche se un po' "a scoppio ritardato") ma il livello di produzione degli autori che non sempre sanno reggere il livello di
arte raggiunto da alcune storie del passato, e nemmeno Boselli sembra in grado di garantire questo, anzi a volte dà l'idea di adattarsi lui al tipo di storie scritte dai suoi colleghi.
Questo per dire che secondo me un fumetto con continuity (anche non serrata) dovrebbe vendere di più di uno che non ne possiede, magari anche costare di più, perché per uno staff di autori è più difficile mandare avanti un universo narrativo con un prima e un dopo, piuttosto che ricominciare ogni volta da zero, come invece sembra piaccia alla massa (e fino a smentita - con i fatti - anche alla casa editrice), che mantiene Tex e Dylan in vetta alle vendite.
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Se il prezzo del fumetto aumenta di 30 centesimi, la cosa mi importerebbe eccome. Iniziamo ad aumentare la qualità del fumetto, e allora magari posso accettare l'aumento di copertina, ma se la pseudo-qualità rimane bassa, no bello, i miei soldi non te li do perchè non sono scemo. è mancanza di rispetto nei confronti del lettore, è una truffa. Si, come scriveva il Sergione negli editoriali quando aumentarono i prezzi, diceva grossomodo che il lavoro di autori e disegnatori andava premiato e quindi il fumetto doveva adottare il prezzo di un qualsiasi altro consumo quotidiano. Ma questo significa che dobbiamo fare la carità agli autori? Scusate, ma io pretendo impegno. Se invece mandi avanti la serie svogliatamente, sarò io non appassionato, ma è meglio che chiuda invece che star qua a prenderci tutti per il naso.
No, scusa, qua non ti seguo... L'inflazione, di cui non sono colpevole, mi costringe a spendere di più per mandare avanti l'azienda, e mi devo anche preoccupare di aumentare la qualità del mio prodotto sennò perdo i lettori?

Un'azienda non è la fabbrica di Babbo Natale! Ma al tempo stesso, l'aumento di prezzo che sono costretto a fare mi deve spronare a
continuare a garantire quella qualità... cosa che - è vero - sta venendo meno in Dampyr per colpa del Maxi e della presenza di alcuni autori... Non si tratta di aumentare la qualità, ma di mantenerla costante; penso che a noi lettori per passione sia sufficiente
non sentirci traditi dalle persone che grazie ai nostri € 2,70 al mese (o quello che sia) mangiano e fanno mangiare le loro famiglie.
Se un fumetto mi piace, continuo a seguirlo, aumentasse pure il prezzo di parecchio, mentre se mi delude in maniera pressoché mensile (vedasi Jonathan Steele in Star Comics) lo saluto e risparmio.
Per la cronaca, ho iniziato a leggere lo speciale... In quanto lettore di Dampyr dal n° 1 sono seriamente imbarazzato di avere tra le mani uno pseudopolpettone meta-Marveliano... Oltre al fatto che la chiave di tutto il meccanismo è fin troppo annunciata dal comparire imperterrito
idea tra l'altro poco originale, mi ricorda "Dov'è finito Dylan Dog?"
Credetemi, i disegni sono la cosa migliore della storia!