Cravenroad7

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#335 - Il calvario
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 Oggetto del messaggio: Re: #335 - Il calvario
MessaggioInviato: mer lug 30, 2014 9:50 pm 
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Iscritto il: gio ago 20, 2009 12:26 pm
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Località: Inverary 2.0
Non per depistare ancor di più...
... ma nel frattempo mi é venuto in mente che forse non si trattava di palude ma di deserto, come background.
Comunque, se l'indizio cajun non è sbagliato...
...stop losin' your mind nella ricerca, e piuttosto parta il video a tema con l'ambientazione 8-) :



ALOHA ALLIGATORI

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Io no capito, io no capito

(anta baka?! [...] kimochi warui)


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 Oggetto del messaggio: Re: #335 - Il calvario
MessaggioInviato: gio lug 31, 2014 12:01 am 
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Iscritto il: sab lug 05, 2014 12:48 pm
Messaggi: 25
Località: Golconda
Be', avete detto più o meno tutto quello che c'era da dire, in bene o in male. Io ho votato insufficiente, perché la storia mi sembra davvero brutta, per ragioni qui enunciate: l'ansia e la tensione prodotte non narrativamente ma per sovraeccitazione nel dialogato, il voluminoso quantitativo di lacrime, il giochino di rompere le istituzioni della serie (personaggio senza famiglia) e poi riportare tutto indietro con un trucchetto, i rivoli narrativi a vuoto (il mostro che viene dal novembre 1987 di Fra la vita e la morte, e prima la morte gratuita della candidata al letto di Dylan), l'orrendo e lungo spiegone finale.

Ma perché, poi, uno sceneggiatore è costretto a ricorrere allo spiegone? Perché immette nella soluzione del racconto un personaggio o un evento che fino a quel punto non è mai stato introdotto. E' come se, in un whodunit, il colpevole fosse un personaggio che appare solo nel finale per la prima volta. Si tratta di uno dei più antichi e insieme dei peggiori trucchetti professionali: l'utilizzo, al bisogno, di un deus ex machina. Dal che, la necessità di spiegare quello che NON si è raccontato. Bah...

Devo dire un'altra cosa, un po' in controtendenza: non mi sono piaciuti nemmeno i disegni. Paolo Martinello sarà anche bravo, lo conosco poco e quindi non discuto: ma la pesantezza di tratteggi e ombre sembra concepita senza riflettere sull'effetto finale della stampa di un albo Bonelli, sia per la misura ridotta della pagina, sia per l'impasto dei neri. Non so, seguendo anche "Le Storie", mi sembra di intravedere una estetica neo-ferriana o neo-galeppiniana che non mi spiego benissimo. Desiderio di atmosfere dark, e di tensione? Giusto, ma mica si può ottenere le une e l'altra solo abbondando con i neri. Così come viene, poi...

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Benvenuti nel regno degli specchi!


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 Oggetto del messaggio: Re: #335 - Il calvario
MessaggioInviato: gio lug 31, 2014 1:46 am 
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Iscritto il: mar nov 12, 2013 12:30 am
Messaggi: 1092
Giocando al Piccolo Curatore, mi viene da pensare che sia Il Calvario che I Raminghi fossero stati pensati per il Gigante e poi dirottati sulla serie regolare.

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- Boy, that's scary stuff! Should we be worried about the kids in the audience?
- Nah, it's all right. This is culture!


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 Oggetto del messaggio: Re: #335 - Il calvario
MessaggioInviato: gio lug 31, 2014 9:01 am 
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Iscritto il: mer lug 17, 2013 6:01 pm
Messaggi: 277
Località: Rovigo
Letto anche io....e credo di aver bisogno di una seconda lettura...Non l'ho trovata affatto brutta, però ho avuto la sesanzione di vedere tanta, troppa carne sul fuoco...Talmente troppa da rendere,secondo me tutta la storia un po' dispersiva...Soprattutto
Spoiler!
quando ci sono quelle divagazioni con le infermiere scorbutiche...Ho trovato antipatica la loro presenza...Non perchè sono antipatiche le infermiere, ma proprio perchè sono inutili ai fini della storia,e distraggono il lettore dalla drammaticità del filo principale della storia...!La poliziotta scorbutica ne "la magnifica creatura" aveva un senso, qui queste divagazioni invece no...Ho trovato il tutto come un mix forzato tra Oltre la morte, Johnny Freak (per quanto riguarda il Dylan nel ruolo paterno) e Mater Morbi ... Riguardo la scena della chiesa,anche io l'ho voluta interpretare come un voler far credere al lettore che la disperazione di Dylan è tale che è pronto anche a chiedere aiuto al padre eterno...invece invoca la morte...Questo l'ho ammetto, l'ho trovato geniale!
...detto questo prima di dare un voto preferirei provare a rileggerla...Riguardo i disegni,onestamente anche io li ho trovati un po' pesanti, ma nel complesso ottimi...

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Take me to Hell Cause I'm going there Hot rods to Hell Helldorado
Take me to Hell I'm going where The devil's there Helldorado!!!


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 Oggetto del messaggio: Re: #335 - Il calvario
MessaggioInviato: gio lug 31, 2014 9:30 am 
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Iscritto il: lun mar 28, 2011 1:46 am
Messaggi: 464
Piccatto ha scritto:
Regal ha scritto:
Piccatto ha scritto:
Vi scongiuro, qualcuno venga a darmi manforte... So che è una causa persa, ma provateci.

Dunque... Così, a spanne, ti sembra logico che Dylan prima preghi Cristo e poi la morte? O forse è più sensato, conoscendo il background del personaggio, che si sia rivolto esclusivamente alla seconda? Quella vignetta può essere un semplice riempitivo, un modo per far capire meglio che siamo in chiesa, un modo per mostrare la sofferenza in una storia che parla di sofferenza e infine sì, un modo per prendere in giro il lettore. E' proprio per questo che la scena è ambientata in chiesa e non in un cimitero (tralasciando il fatto che Gualdoni sicuramente sapeva che c'era già la storia di Di Gregorio con la morte al cimitero e avrà voluto evitare la ripetizione), perché fino a quando non si vede nella pagina dopo, noi siamo portati a pensare che Dylan stia pregando per davvero.

E ora prego te, non siamo biblisti, non dobbiamo far quadrare tutto per forza. E' ovvio che ci sono delle incongruenze, gli autori si sono inventati di tutto nel corso degli anni. Sclavi stesso scriveva cose e poi se le rimangiava. Quindi non pretendere coerenza dove non c'è. Ti dico solo che, per come la vedo io, l'albo Inferni esaurisce l'argomento "vita dopo la morte". Poi, certo, ci sono i fantasmi, i diavoli, gli angeli, i demoni e tutto quello che vuoi, ma quando si fa riferimento all'aldilà in DYD si fa tendenzialmente riferimento a questa storia (e qui il paradiso in sé e per sé, come ti ho detto, non c'è).

Dylan religioso è inammissibile, questo va da sé. Inutile che cerchi di giustificare teorie improbabili: il personaggio non è stato concepito così, non c'entrano le "convenzioni comuni". L'argomento "non viene trattato", come dici tu, non perché non se ne voglia parlare in assoluto, ma perché è dato per assodato che Dylan sia ateo. Non è questione di osare. Dato il background (autore, periodo storico di nascita e precedenti dichiarazioni del personaggio stesso) non c'è motivo di credere che Dylan "dica" soltanto di non credere.

Per quanto riguarda lo scetticismo di Dylan, il suo non credere ai mostri che combatte, tu prendi la cosa decisamente troppo sul serio. E' chiaro che sarebbe assurdo che una persona che ha visto certe cose non riconoscesse di averle viste. Ma Dylan non è una persona vera, è un personaggio. Parafrasando il numero 1, il fatto che lui creda realmente ai fenomeni paranormali è del tutto irrilevante. Perché, in fondo, come ci spiega il numero 100, è tutto un sogno. Non c'è nulla da contestualizzare: Dylan crede solo a ciò che vede. Quando non lo vede più smette di crederci, come se il passato, in fondo, non esistesse. Come se, appunto, non fosse successo nulla. E' anche ciò che costituisce uno degli aspetti più ironici e divertenti del personaggio, il fatto che non creda nemmeno lui nell'autenticità del suo mestiere. Lui non si prende sul serio, ecco cosa lo distingue da molti altri eroi Bonelli (oltre al fatto di non essere un eroe). Tu stai cercando di razionalizzare ciò che non va razionalizzato: forse qualche storia mediocre di troppo ti ha confuso le idee su chi sia veramente Dylan Dog.



Scusami, ma quindi vuoi dire che tutto ciò che non ha scritto Sclavi non è canonico?? Che facciamo, consideriamo canonici solo il 75% dei primi cento numeri e gli altri 250 albi li escludiamo dalla continuità?
E comunque, va bene, visto che per te le storie di Sclavi sono più importanti, ti ricordi lo speciale "sette anime dannate"? il cattivo è un angelo. Si, di quelli che stanno in paradiso, non all'inferno.
Dato che sembri non leggere i miei post, e continui a pensare che a me faccia piacere che Dylan preghi, te lo ripeto:
Che sia Dylan pregante, Dylan che faccia rutti o Dylan che ammette di tifare Liverpool non mi importa. Non me ne frega nulla della cosa in sé, mi è piaciuto che l'autore abbia osato un pò di più (vedere post precedente).

Riguardo al fatto chiesa/cimitero, continui a confondere autore/personaggio. L'autore può fare quello che vuole, per i motivi che vuole (tipo non essere ripetitivo), si deve comunque analizzare il comportamento di Dylan, come se il suo mondo sia reale.
Un Dylan che normalmente chiede aiuto alla morte, ma che in una situazione totalmente disperata, più grave del solito, va in Chiesa invece che al cimitero, si ferma prima davanti al Cristo e poi dalla morte, per me ha chiesto aiuto ad entrambe.
Per te no. Ma ti ripeto, non c'è modo oggettivo di capirlo. Non puoi pensare che il tuo pensiero sia quello corretto perchè le storie non ti danno abbastanza dati. Può essere come può non essere. Io però te lo sto dicendo dall'inizio, ti continui ad imporre il tuo modo di vedere, facendo anche trasparire una specie di antipatia per la religione e pensando che io invece sia un simpatizzante, quando invece a me la scena piace per altri motivi (che spero adesso hai centrato).
Che Gualdoni non abbia voluto essere ripetitivo l'hai detto tu, lo stai supponendo. E non credo sia il caso dato le situazioni in ospedale e soprattutto la soluzione finale (stravisti).

Comunque, non ha senso nemmeno dire che gli autori abbiamo quasi il diritto di cadere nelle incongruenze. Prova a leggerti un manga (se non lo fai giá), dove c'è una cura maniacale per dettagli apparsi sulla testata anche 5-10 anni prima. Alcuni autori (tipo Oda) addirittura, quando un fan fa notare incongruenze o errori, si prendono la briga di rispondere alle domande ed inserire nei databook le risposte. Addirittura dall'uscita dei capitoli settimanali ai tankobon, corregge tutti gli errori che ci sono stati nella prima versione. Questo è quello che differenzia una persona che scrive fumetti per lavoro, da uno che li considera la sua vita.
Forse il problema è che il pubblico non è lo stesso, o forse siamo noi italiani che amiamo fare le cose alla carlona. Detto questo, adoro DD per altre cose, se no non lo comprerei.
Ma è assurdo:
- pensare che le proprie supposizioni siano corrette. Se il fumetto non ti fornisce gli elementi, resta tutto speculazione.
- non considerare canonici gli albi non sclaviani (che poi, anche in questo caso, gli angeli ci sono pure per Sclavi, come c'è anche la "concorrenza" di cui parlano i diavoli. Queste cose le ignoriamo? Che Dylan sia ateo o meno poco importa, non vuol dire che abbia ragione (o che non scherzi/preferisca non pensarci, come penso io)).
Ti ricordi di Saul (I misteri di Venezia)? Storia di Ruju, ma il personaggio è ritornato più volte. Un angelo, con tanto di ali. Facciamo finta che non è mai esistito e quegli albi non sono in continuità?

Detto questo, voglio precisare che non tutti gli autori commettono questi errori di continuità. Un elogio particolare ad Ambrosini, che nel (ri)toccare una cosa delicata come l'incontro tra DD e Napoleone del color fest, si è ricordato della precedente "le spoglie del guerriero", ed ha reso le due storie compatibili. Così si fa. Non travolgendo ciò che si è affermato in storie piu vecchie, perchè "tanto non mi posso ricordare tutto".

Tu continui a parlare di continuità (e non capisco neppure perché tu ci tenga tanto) come se DYD fosse una serie in cui la storia di un volume segue in quello successivo, mentre non è così. Non è che a noi italiani piace fare le cose alla carlona, è che si tratta di un tipo di fumetto fatto anche per il lettore qualunque. Ogni albo è autoconclusivo e non hai bisogno di sapere cos'è successo 300 numeri prima per poterlo apprezzare. Il fatto che Oda ed altri mangaka siano così accurati e rispettosi delle loro precedenti creazioni dipende anche dal tipo di fumetto che realizzano, che è totalmente diverso. E, ti prego, non parliamo di canonicità, che non è proprio il caso. In DYD non c'è nulla di così sistematizzato, ordinato, canonico. Si attinge un po' a tutto e, anche se si cerca di mantenere una parvenza di coesione, è naturale che sorgano delle incongruenze. E' inutile che fai riferimento a questo o a quell'albo per giustificare delle tesi, per dimostrare che in DYD esiste questo mostro piuttosto che quell'altro. Non c'è niente di fissato su cosa può esistere e cosa no, capita di tutto. Quindi si può benissimo utilizzare un angelo come personaggio, fermo restando che qualche anno prima era uscita una storia che mostrava una concezione dell'aldilà che con gli angeli aveva poco a che vedere. E dato che le due storie si contraddicono che facciamo? Ne eliminiamo una dalla "continuità"? Ma naturalmente no. Ognuna delle due storie si può leggere autonomamente. E naturalmente non potrei dire ad un profano: "Guarda, il mondo di Dylan Dog è fatto così: ci sono questi inferni dove la gente finisce quando muore, quindi gli angeli e i diavoli non esistono". C'è di tutto, a convenienza. Anche gli inferni e anche gli angeli e i diavoli (vogliamo pure mettere in conto che ne La bellezza del demonio veniva di fuori un'idea ancora diversa dell'inferno?). E non è neanche una questione di coesistenza: ci sono le storie in cui certe cose possono valere e certe altre no. Il fatto che un elemento appaia in una storia non gli dà il diritto di essere preso in considerazione in tutte le storie successive (prendi Dylan che nel numero 1 dice di avere sempre fame quando indaga... ti ricordi che l'abbia poi ridetto in altre storie?). Io non faccio finta che certe cose non esistano, per me la questione della coerenza non si pone neanche. Però trovo sostanzialmente inevitabile pensare agli inferni quando penso alla vita dopo la morte in DYD, data la frequenza con cui essi sono apparsi, e sì, in quella concezione il paradiso as such non esiste.

I tuoi post li leggo sì e i motivi per cui la scena, secondo la tua interpretazione, ti piace li avevo capiti anche prima. Cerco di spiegarti perché una cosa del genere non te la puoi aspettare da questo fumetto e perché effettivamente non succede in quella scena (e ringrazio di cuore chi la pensa come me e lo ha espresso). Non solo. Ti ricordo che Giovanni Gualdoni è quello che ha tirato la baracca per quattro anni ed è praticamente un filologo e un adoratore di DYD: una mossa azzardata te la puoi aspettare da tutti meno che da lui. E se pure ammettiamo che sia impazzito e l'abbia scritta davvero (cosa che non è), metto la mano sul fuoco che RRobe non l'avrebbe fatta passare. E non è assurdo pensare che le mie supposizioni siano corrette, non è neppure necessaria una lezione di logica o di umorismo per capire che l'autore voleva comunicare una o più di quelle cose che ho citato nel commento precedente. Se ti piace pensare di avere ragione, ripeto, liberissimo, ma le prove che porti tu valgono poco contro la logica sequenziale del fumetto stesso.

Regal ha scritto:
Ovviamente quello di mostrare prima Gesù viene usato come espediente (riuscito), per un colpo di scena successivo. Ma c'è una tavola in cui Dylan guarda esplicitamente la statua di Cristo. In piu, entra in chiesa, percorre la navata principale, e visita prima Cristo, solo dopo la morte. Non tira dritto subito dalla morte. Ragion per cui, dato che non viene detto nulla, ognuno può pensarla come preferisce. Dico solo è sbagliato fare considerazioni oggettive, quando di certo non c'è nulla, specialmente in situazioni delicate come questa.


Ma se è come credi tu non c'è niente di riuscito, mancherebbero totalmente la sorpresa e il divertimento, dato che poi Dylan avrebbe potuto alzarsi e andare a pregare Vishnù e Zeus. E non visita Cristo, non c'è niente di esplicito lì: gli passa davanti, e in questo modo l'autore ti fa pensare che stia pregando lui, ma la scena dopo, nella sua deliziosa blasfemia, fuga ogni dubbio. Anche perché è ovvio: la morte con lui ci parla, dio manco per sbaglio. Chi gli può dare la soluzione al problema?


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 Oggetto del messaggio: Re: #335 - Il calvario
MessaggioInviato: gio lug 31, 2014 9:31 am 
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Iscritto il: lun mar 28, 2011 1:46 am
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Piccatto ha scritto:
Regal ha scritto:
Piccatto ha scritto:
Vi scongiuro, qualcuno venga a darmi manforte... So che è una causa persa, ma provateci.

Dunque... Così, a spanne, ti sembra logico che Dylan prima preghi Cristo e poi la morte? O forse è più sensato, conoscendo il background del personaggio, che si sia rivolto esclusivamente alla seconda? Quella vignetta può essere un semplice riempitivo, un modo per far capire meglio che siamo in chiesa, un modo per mostrare la sofferenza in una storia che parla di sofferenza e infine sì, un modo per prendere in giro il lettore. E' proprio per questo che la scena è ambientata in chiesa e non in un cimitero (tralasciando il fatto che Gualdoni sicuramente sapeva che c'era già la storia di Di Gregorio con la morte al cimitero e avrà voluto evitare la ripetizione), perché fino a quando non si vede nella pagina dopo, noi siamo portati a pensare che Dylan stia pregando per davvero.

E ora prego te, non siamo biblisti, non dobbiamo far quadrare tutto per forza. E' ovvio che ci sono delle incongruenze, gli autori si sono inventati di tutto nel corso degli anni. Sclavi stesso scriveva cose e poi se le rimangiava. Quindi non pretendere coerenza dove non c'è. Ti dico solo che, per come la vedo io, l'albo Inferni esaurisce l'argomento "vita dopo la morte". Poi, certo, ci sono i fantasmi, i diavoli, gli angeli, i demoni e tutto quello che vuoi, ma quando si fa riferimento all'aldilà in DYD si fa tendenzialmente riferimento a questa storia (e qui il paradiso in sé e per sé, come ti ho detto, non c'è).

Dylan religioso è inammissibile, questo va da sé. Inutile che cerchi di giustificare teorie improbabili: il personaggio non è stato concepito così, non c'entrano le "convenzioni comuni". L'argomento "non viene trattato", come dici tu, non perché non se ne voglia parlare in assoluto, ma perché è dato per assodato che Dylan sia ateo. Non è questione di osare. Dato il background (autore, periodo storico di nascita e precedenti dichiarazioni del personaggio stesso) non c'è motivo di credere che Dylan "dica" soltanto di non credere.

Per quanto riguarda lo scetticismo di Dylan, il suo non credere ai mostri che combatte, tu prendi la cosa decisamente troppo sul serio. E' chiaro che sarebbe assurdo che una persona che ha visto certe cose non riconoscesse di averle viste. Ma Dylan non è una persona vera, è un personaggio. Parafrasando il numero 1, il fatto che lui creda realmente ai fenomeni paranormali è del tutto irrilevante. Perché, in fondo, come ci spiega il numero 100, è tutto un sogno. Non c'è nulla da contestualizzare: Dylan crede solo a ciò che vede. Quando non lo vede più smette di crederci, come se il passato, in fondo, non esistesse. Come se, appunto, non fosse successo nulla. E' anche ciò che costituisce uno degli aspetti più ironici e divertenti del personaggio, il fatto che non creda nemmeno lui nell'autenticità del suo mestiere. Lui non si prende sul serio, ecco cosa lo distingue da molti altri eroi Bonelli (oltre al fatto di non essere un eroe). Tu stai cercando di razionalizzare ciò che non va razionalizzato: forse qualche storia mediocre di troppo ti ha confuso le idee su chi sia veramente Dylan Dog.



Scusami, ma quindi vuoi dire che tutto ciò che non ha scritto Sclavi non è canonico?? Che facciamo, consideriamo canonici solo il 75% dei primi cento numeri e gli altri 250 albi li escludiamo dalla continuità?
E comunque, va bene, visto che per te le storie di Sclavi sono più importanti, ti ricordi lo speciale "sette anime dannate"? il cattivo è un angelo. Si, di quelli che stanno in paradiso, non all'inferno.
Dato che sembri non leggere i miei post, e continui a pensare che a me faccia piacere che Dylan preghi, te lo ripeto:
Che sia Dylan pregante, Dylan che faccia rutti o Dylan che ammette di tifare Liverpool non mi importa. Non me ne frega nulla della cosa in sé, mi è piaciuto che l'autore abbia osato un pò di più (vedere post precedente).

Riguardo al fatto chiesa/cimitero, continui a confondere autore/personaggio. L'autore può fare quello che vuole, per i motivi che vuole (tipo non essere ripetitivo), si deve comunque analizzare il comportamento di Dylan, come se il suo mondo sia reale.
Un Dylan che normalmente chiede aiuto alla morte, ma che in una situazione totalmente disperata, più grave del solito, va in Chiesa invece che al cimitero, si ferma prima davanti al Cristo e poi dalla morte, per me ha chiesto aiuto ad entrambe.
Per te no. Ma ti ripeto, non c'è modo oggettivo di capirlo. Non puoi pensare che il tuo pensiero sia quello corretto perchè le storie non ti danno abbastanza dati. Può essere come può non essere. Io però te lo sto dicendo dall'inizio, ti continui ad imporre il tuo modo di vedere, facendo anche trasparire una specie di antipatia per la religione e pensando che io invece sia un simpatizzante, quando invece a me la scena piace per altri motivi (che spero adesso hai centrato).
Che Gualdoni non abbia voluto essere ripetitivo l'hai detto tu, lo stai supponendo. E non credo sia il caso dato le situazioni in ospedale e soprattutto la soluzione finale (stravisti).

Comunque, non ha senso nemmeno dire che gli autori abbiamo quasi il diritto di cadere nelle incongruenze. Prova a leggerti un manga (se non lo fai giá), dove c'è una cura maniacale per dettagli apparsi sulla testata anche 5-10 anni prima. Alcuni autori (tipo Oda) addirittura, quando un fan fa notare incongruenze o errori, si prendono la briga di rispondere alle domande ed inserire nei databook le risposte. Addirittura dall'uscita dei capitoli settimanali ai tankobon, corregge tutti gli errori che ci sono stati nella prima versione. Questo è quello che differenzia una persona che scrive fumetti per lavoro, da uno che li considera la sua vita.
Forse il problema è che il pubblico non è lo stesso, o forse siamo noi italiani che amiamo fare le cose alla carlona. Detto questo, adoro DD per altre cose, se no non lo comprerei.
Ma è assurdo:
- pensare che le proprie supposizioni siano corrette. Se il fumetto non ti fornisce gli elementi, resta tutto speculazione.
- non considerare canonici gli albi non sclaviani (che poi, anche in questo caso, gli angeli ci sono pure per Sclavi, come c'è anche la "concorrenza" di cui parlano i diavoli. Queste cose le ignoriamo? Che Dylan sia ateo o meno poco importa, non vuol dire che abbia ragione (o che non scherzi/preferisca non pensarci, come penso io)).
Ti ricordi di Saul (I misteri di Venezia)? Storia di Ruju, ma il personaggio è ritornato più volte. Un angelo, con tanto di ali. Facciamo finta che non è mai esistito e quegli albi non sono in continuità?

Detto questo, voglio precisare che non tutti gli autori commettono questi errori di continuità. Un elogio particolare ad Ambrosini, che nel (ri)toccare una cosa delicata come l'incontro tra DD e Napoleone del color fest, si è ricordato della precedente "le spoglie del guerriero", ed ha reso le due storie compatibili. Così si fa. Non travolgendo ciò che si è affermato in storie piu vecchie, perchè "tanto non mi posso ricordare tutto".

Tu continui a parlare di continuità (e non capisco neppure perché tu ci tenga tanto) come se DYD fosse una serie in cui la storia di un volume segue in quello successivo, mentre non è così. Non è che a noi italiani piace fare le cose alla carlona, è che si tratta di un tipo di fumetto fatto anche per il lettore qualunque. Ogni albo è autoconclusivo e non hai bisogno di sapere cos'è successo 300 numeri prima per poterlo apprezzare. Il fatto che Oda ed altri mangaka siano così accurati e rispettosi delle loro precedenti creazioni dipende anche dal tipo di fumetto che realizzano, che è totalmente diverso. E, ti prego, non parliamo di canonicità, che non è proprio il caso. In DYD non c'è nulla di così sistematizzato, ordinato, canonico. Si attinge un po' a tutto e, anche se si cerca di mantenere una parvenza di coesione, è naturale che sorgano delle incongruenze. E' inutile che fai riferimento a questo o a quell'albo per giustificare delle tesi, per dimostrare che in DYD esiste questo mostro piuttosto che quell'altro. Non c'è niente di fissato su cosa può esistere e cosa no, capita di tutto. Quindi si può benissimo utilizzare un angelo come personaggio, fermo restando che qualche anno prima era uscita una storia che mostrava una concezione dell'aldilà che con gli angeli aveva poco a che vedere. E dato che le due storie si contraddicono che facciamo? Ne eliminiamo una dalla "continuità"? Ma naturalmente no. Ognuna delle due storie si può leggere autonomamente. E naturalmente non potrei dire ad un profano: "Guarda, il mondo di Dylan Dog è fatto così: ci sono questi inferni dove la gente finisce quando muore, quindi gli angeli e i diavoli non esistono". C'è di tutto, a convenienza. Anche gli inferni e anche gli angeli e i diavoli (vogliamo pure mettere in conto che ne La bellezza del demonio veniva di fuori un'idea ancora diversa dell'inferno?). E non è neanche una questione di coesistenza: ci sono le storie in cui certe cose possono valere e certe altre no. Il fatto che un elemento appaia in una storia non gli dà il diritto di essere preso in considerazione in tutte le storie successive (prendi Dylan che nel numero 1 dice di avere sempre fame quando indaga... ti ricordi che l'abbia poi ridetto in altre storie?). Io non faccio finta che certe cose non esistano, per me la questione della coerenza non si pone neanche. Però trovo sostanzialmente inevitabile pensare agli inferni quando penso alla vita dopo la morte in DYD, data la frequenza con cui essi sono apparsi, e sì, in quella concezione il paradiso as such non esiste.

I tuoi post li leggo sì e i motivi per cui la scena, secondo la tua interpretazione, ti piace li avevo capiti anche prima. Cerco di spiegarti perché una cosa del genere non te la puoi aspettare da questo fumetto e perché effettivamente non succede in quella scena (e ringrazio di cuore chi la pensa come me e lo ha espresso). Non solo. Ti ricordo che Giovanni Gualdoni è quello che ha tirato la baracca per quattro anni ed è praticamente un filologo e un adoratore di DYD: una mossa azzardata te la puoi aspettare da tutti meno che da lui. E se pure ammettiamo che sia impazzito e l'abbia scritta davvero (cosa che non è), metto la mano sul fuoco che RRobe non l'avrebbe fatta passare. E non è assurdo pensare che le mie supposizioni siano corrette, non è neppure necessaria una lezione di logica o di umorismo per capire che l'autore voleva comunicare una o più di quelle cose che ho citato nel commento precedente. Se ti piace pensare di avere ragione, ripeto, liberissimo, ma le prove che porti tu valgono poco contro la logica sequenziale del fumetto stesso.

Regal ha scritto:
Ovviamente quello di mostrare prima Gesù viene usato come espediente (riuscito), per un colpo di scena successivo. Ma c'è una tavola in cui Dylan guarda esplicitamente la statua di Cristo. In piu, entra in chiesa, percorre la navata principale, e visita prima Cristo, solo dopo la morte. Non tira dritto subito dalla morte. Ragion per cui, dato che non viene detto nulla, ognuno può pensarla come preferisce. Dico solo è sbagliato fare considerazioni oggettive, quando di certo non c'è nulla, specialmente in situazioni delicate come questa.


Ma se è come credi tu non c'è niente di riuscito, mancherebbero totalmente la sorpresa e il divertimento, dato che poi Dylan avrebbe potuto alzarsi e andare a pregare Vishnù e Zeus. E non visita Cristo, non c'è niente di esplicito lì: gli passa davanti, e in questo modo l'autore ti fa pensare che stia pregando lui, ma la scena dopo, nella sua deliziosa blasfemia, fuga ogni dubbio. Anche perché è ovvio: la morte con lui ci parla, dio manco per sbaglio. Chi gli può dare la soluzione al problema?


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 Oggetto del messaggio: Re: #335 - Il calvario
MessaggioInviato: gio lug 31, 2014 9:33 am 
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Iscritto il: lun mar 28, 2011 1:46 am
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Chiedo venia, ho fatto un casino (sono col cellulare). Chiedo agli admin di cancellare i miei penultimi 2 post.

Comunque, complimenti per il post Piccatto. Stiamo dicendo la stessa cosa. Tu leggendo Dylan non cerchi continuità e preferisci considerare gli episodi autoconclusivi. Io invece preferivo quando un'opera narrativa è coerente con quanto stabilito in passato e mi piace cercare dettagli ed incongruenze. Ognuno legge DD come preferisce. Ma chi dice che il tuo modo di leggerlo sia quello corretto? o il mio? Vorrei solo che a volte gli autori stiano più attenti con quanto stabilito in precedenza.

Tornando al discorso di Cristo per l'ultima volta:
- in un opera narrativa, anche se una scena non si vede, non vuol dire che non ci sia stata.
- La scena in cui Dylan si avvicina a Cristo e lo fissa, per me vuol dire che l'ha pregato (pensando, nella sua testa). Con la morte urla perché ci ha già parlato direttamente in passato, quindi parla, col Cristo, non avendo mai avuto un rapporto diretto, si limita a pensare.
- Un Dylan che, dopo aver visto di tutto sul soprannaturale ed ultraterreno, incluso l'inferno, i diavoli e gli angeli, in una situazione così disperata e tragica non prova almeno a chiedere aiuto anche alla parte "buona" del soprannaturale, come tentativo disperato, solo perché "va contro il suo personaggio ed i suoi principi (?), non è una bella persona, e per me Dylan non è così. Ma ripeto, ognuno la interpreta come vuole, non avendo dati oggettivi.


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 Oggetto del messaggio: Re: #335 - Il calvario
MessaggioInviato: gio lug 31, 2014 10:01 am 
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 Oggetto del messaggio: Re: #335 - Il calvario
MessaggioInviato: gio lug 31, 2014 11:41 am 
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Iscritto il: mar nov 15, 2011 5:38 pm
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Molti riferimenti e citazioni in questo albo,a partire dalla copertina: Calvario,dal latino"luogo del cranio",la collina dove Gesu' e' stato crocifisso,detta anche Golgota.
Questo spiega l'uso del teschio sullo sfondo,Dylan e Jhonny in cammino verso il "loro" calvario.
Da Wikipedia: Calvario:una fase estremamente critica e dolorosa della salute di una persona,quasi sempre in riferimento alle sue ultime ore di vita.
Un albo che nel complesso mi e' piaciuto,anche se,come Mater Morbi,tocca temi a me poco congeniali.Ma qui si va sul personale.
Cio' che ho apprezzato poco sono i dialoghi iniziali tra Dylan e Jhonny! Li ho trovati un po' banali e stereotipati. Nel complesso un buon albo.Per me e' da 7.
Bravi,continuate cosi',a parte le prime due uscite tutti gli albi del 2014 mi stanno piacendo un sacco !!!!!

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Mr.Wilson


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 Oggetto del messaggio: Re: #335 - Il calvario
MessaggioInviato: gio lug 31, 2014 12:29 pm 
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Iscritto il: mer ott 30, 2013 9:02 pm
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Località: Macondo
"Un vecchio e un bambino si preser per mano e andarono insieme incontro alla sera, la polvere rossa si alzava lontano e il sole brillava di luce non vera..."
Questo è venuto in mente a me vedendo la copertina e leggendo l'horror post. Bello, bellissimo.


S P O I L E R


Prima di dare un commento, a me pare che Dylan Dog se ne freghi altamente del Cristo crocifisso: lo guarda sprezzante e si dirige in una cappella della navata laterale dove, come talvolta capita, c'è una rappresentazione marmorea della morte sopra ad una tomba. In fondo, che senso ha andare a pregare il "garante del bene terreno" quando ti sta accadendo il peggior male possibile, ossia la morte del figlio? Niente, non ho figli e il mio commento vale per quello che è, ma sarei andato in chiesa a dar fuoco al crocifisso, in una situazione simile. Poi, fino a che Gualdoni o Rrobe non dicono la loro, possiamo solo elucubrare. Però il personaggio Dylan non ha un certo un background da baciapile...

L'albo. Posso sbilanciarmi e dire che è ottimo? Posso dire che un incubo maggiore che perdere il figlio non esiste? Posso polemizzare (amorevolmente :* ) con bertuccia che diceva che Dylan è per i ragazzi delle medie? Chi più che un genitore può provare simpatia (nel senso di "soffrire assieme") con questo atipico Dylan padre?
Va bene, poi i puristi storceranno il naso (a ragione) perché vedere Dylan con un figlio è strano e perché questa storia è inusuale non poco. Però io sono contento di vedere situazioni sempre diverse e imprevedibili su Dylan Dog: se volessi leggermi storie di qualità uguali a se stesse comprerei Tex. Io all'albo do 9 perché è da brividi. Da brividi vedere il padre soffrire per il proprio figlio, da brividi vedere la madre. E chissene frega della sciacquetta Amelia di inizio albo, è un pretesto. Un mero pretesto per dare il via alla vicenda.
Groucho un po' sottotono, è vero: ma è pur sempre Gualdoni. Martinello migliora col proseguire dell'albo: senza eccellere, buona prova. L'ultima vignetta è uno dei migliori finali di Dylan Dog di sempre, per me. E mi sa che c'è lo zampino di Rrobe e delle sue frasi ad effetto che a me piacciono tanto: perché per fare fumetti ci vuole anche mestiere.


Grazie e arrivederci :)

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Di solito ho da far cose più serie, costruir su macerie o mantenermi vivo.


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 Oggetto del messaggio: Re: #335 - Il calvario
MessaggioInviato: gio lug 31, 2014 12:38 pm 
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Iscritto il: gio lug 28, 2005 10:13 am
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peraltro devo ancora capire a chi interessano le citazioni.
in molti libri, fumetti, film hanno questo culto dell'omaggio a qualcosa che c'è già stato o si è già visto.
personalmente non me ne importa niente, allo stato attuale sono tutte cose a sé stanti, quasi un vezzo dell'autore che vuol far pensare "io lo conosco".
al limite fosse una cosa buffa e ben studiata, tipo qualcuno che si affaccia dalla finestra e gli passa davanti il castello errante di howl, magari mi strappa un sorriso perchè è un nonsense completo.
ma incontrare mostri nei sotterranei già visti 142 albi prima e che non c'entrano una fava, o chiamare il ragazzino johnny, a me personalmente lascia indifferente (e se va bene, nemmeno me ne accorgo :D )


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 Oggetto del messaggio: Re: #335 - Il calvario
MessaggioInviato: gio lug 31, 2014 12:57 pm 
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Iscritto il: sab dic 29, 2012 8:06 pm
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Località: un ROMEvarlo a Ferrarendàrt
Blackie Lawless ha scritto:
Letto anche io....e credo di aver bisogno di una seconda lettura...Non l'ho trovata affatto brutta, però ho avuto la sesanzione di vedere tanta, troppa carne sul fuoco...Talmente troppa da rendere,secondo me tutta la storia un po' dispersiva...Soprattutto
Spoiler!
quando ci sono quelle divagazioni con le infermiere scorbutiche...Ho trovato antipatica la loro presenza...Non perchè sono antipatiche le infermiere, ma proprio perchè sono inutili ai fini della storia,e distraggono il lettore dalla drammaticità del filo principale della storia...!La poliziotta scorbutica ne "la magnifica creatura" aveva un senso, qui queste divagazioni invece no...Ho trovato il tutto come un mix forzato tra Oltre la morte, Johnny Freak (per quanto riguarda il Dylan nel ruolo paterno) e Mater Morbi ...

Spoiler!
Sono d' accordo sulla poliziotta dell' altra storia, questa invece non l' ho trovata inutile, serve ad esasperare una situazione che era già abbastanza drammatica di per sè, è vero, ma inutile no. Il personaggio che io ho trovato inutile è quello del malato che aiuta Dylan e poi muore : questo si inutilmente patetico.

A chi si lamenta invece
Spoiler!
del troppo frequente utilizzo della Morte (in questo caso anche della sua controparte), a me questo patto "scellerato" con il padre del bambino ha acchiappato tantissimo, la possibilità di cancellare un esistenza per eliminare il dolore, da brividi !

Mille volte meglio di quella sciocchezzuola che è alla base di La paga dell' Inferno ! (parlo della soluzione finale).


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 Oggetto del messaggio: Re: #335 - Il calvario
MessaggioInviato: gio lug 31, 2014 1:21 pm 
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Iscritto il: lun feb 28, 2011 3:20 pm
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Curiosamente nessuno ha fatto cenno alla totale freddezza di Bloch sull'argomento. Quasi che ne numero 200 avesse perso non suo figlio ma un pacco postale.

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" Il locale è triste e sta sempre qua ! "

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Oriana Fallaci ti amo.


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 Oggetto del messaggio: Re: #335 - Il calvario
MessaggioInviato: gio lug 31, 2014 1:27 pm 
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Iscritto il: dom gen 22, 2012 4:51 pm
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Ma c'è stata veramente una guerra di walltext sul fatto che Dylan preghi o meno Gesù prima della morte?


Ultima modifica di TheByronicMan il gio lug 31, 2014 1:48 pm, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: #335 - Il calvario
MessaggioInviato: gio lug 31, 2014 1:36 pm 
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Iscritto il: lun feb 28, 2011 3:20 pm
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Quando 2 vogliono avere sempre ragione...

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