Dopo aver riletto consecutivamente "Marionette" e questa "Incontri ravvicinati", sono contento che Gonano non ci abbia più riprovato, con Dylan Dog -o quasi: non riesco proprio a capire come mai, dopo un silenzio di quasi dieci anni, sia rispuntato addirittura per uno Speciale (che non ricordo neppure se ho letto, ma la sua assenza dalla mia collezione potrebbe non essere casuale...

).
Gli unici possibili motivi di interesse sono nella novità (assoluta, forse, per i tempi -ma non ci giurerei) rappresentata da una cliente/amante di colore (Nadine), e nei disegni (eccellenti, manco a dirlo) di Brindisi, che realizza degli alieni decisamente repellenti e inquietanti, quasi lovecraftiani.
Il resto è un tentativo di fusione tra stilemi e temi sclaviani (gli alieni come proiezione dell'inconscio -ma allora perché appaiono a tutti con la stessa forma? e, già che ci siamo: perché all'inizio si esprimono per simboli, e poi a un certo punto decidono di farsi capire dagli uomini?) e trovate chiaverottiane (Dumpty che inspiegabilmente appare a Peter nel finale, le pagine del diario che tornano bianche...

), che ottiene lo stesso risultato dei primi tentativi di fusione tra Goten e Trunks: una roba informe e del tutto inutile, sbagliata perfino nelle proporzioni -in questo caso, nel bilanciamento tra elementi drammatici, comici, surreali, orrifici, fantascientifici.
La prima parte è assai cupa (un'altra storia molto morbosa e angosciante di violenza sessuale), la seconda vira repentinamente verso toni da commedia farsesca (il ladro maldestro, le battute continue di Nadine, Dumpty con le cassette porno), e il tutto approda a un finale decisamente consolatorio, con il cattivo che viene punito e Dylan che viene ricompensato portandosi a letto la cliente. A condire il tutto, un Groucho che viene usato troppo e male, proprio come in "Marionette" -e, a proposito, fa abbastanza specie la sua battuta sull'incesto, avendo ancora in mente quella storia...