SPOILER
SPOILER
Sarà uno spoiler telegrafico e farò mie anche cose dette già da altri.
1) Sceneggiatura eccellente, disegni praticamente perfetti, però la storia, sebbene mi abbia preso, non mi è piaciuta.
2) La storia pecca nel fatto che sembra essere maggiormente Dylan ad adattarsi ai modelli, piuttosto che i modelli a "Dylan Dog": questa è una di quelle storie in cui mi sembra che Dylan reciti in un teatro di posa, per rappresentazioni dal titolo "Dylan interpreta...Fight Club/Identità/La moglie dell'astronauta, etc...".
3) Ogni volta che compro l'albo mensile, dopo aver letto la post, l'anticipazione del prossimo numero e l'eventuale giornale di Sergio Bonelli, mi soffermo sempre qualche secondo a guardare il disegno iniziale di Stano, quello in cui Dylan "capeggia" un esercito del male, affiancato da un Groucho ridente e benevolo...e mi chiedo che fine abbia fatto quel Dylan Dog. Ormai mi rendo conto che sempre più spesso Dylan è protagonista di gialli più o meno polizziotteschi che di veri e propri incubi (la motivazione che Dylan affronti l'incubo della società per imbastire una storia come "Vite in gioco" non mi convince).
4)Nel caso specifico, la storia del mese inizia in un modo ed il lettore riesce a prevedere uno svolgimento ed uno sviluppo sostanzialmente lineari e coerenti che condurrnno ad un certo punto finale.
Ma "un tempo" le cose non erano così ovvie, c'era "magia" e c'era un'imprevedibile imprevedibilità nel succedersi degli eventi narrativi (mentre adesso volendo c'è ancora imprevedibilità, ma anch'essa è intuibile, come nelle storie di Barbato o nella storia mensile di Enna: c'è una situazione iniziale e si parte dal presupposto che la situazione finale preveda un capovolgimento delle certezze acquisite durante l'arco delle 94 pagine, tuttavia la storia è sostanzialmente già scritta dalle prime pagine e pone dei vincoli invalicabili per tutto il suo procedere); "un tempo" le storie iniziavano da un punto e potevano evolvere in qualsiasi direzione, anche la più assurda, impensata ed implausibile ed il lettore si trovava a costruire un senso pagina dopo pagina, fino ad arrivare all'ultima, senza immaginare la meta cui questa operazione avrebbe condotto (o almeno io la vivevo così).
5) Se Enna ha potuto appropriarsi di un altro pezzettino del passato di Dylan rivelandoci il suo primo compagno di pattuglia, nonché il suo ingresso stesso in servizio, allora ho la sensazione che la sua presenza all'interno della testata assumerà un valore considerevole con il passare del tempo (forse per supplire alla presenza meno assidua sulla testata di Barbato?). D'altra parte Enna ha ottime potenzialità e talento, quindi non mi dispiaccio.
6) Mi sembra strano che Dylan trovandosi nel condotto che dalla cucina conduceva al primo rifugio non abbia fatto cenno alla propria claustrofobia.
7) La dicotomia manichea luce-buio è di quanto più sfruttato possa esistere nella narrativa di tutti i tempi.

Il discorso sulla luce di Bloch è assolutamente poco convincente: a parlare è Enna, non è il personaggio Bloch.
Così come nelle didascalie che descrivono l'inferno dei vivi a parlare non è retrospettivamente Dylan, ma ancora una volta Enna. Non si può mettere in bocca a chiunque il proprio modo di scrivere: anche la scelta di cosa far dire ai personaggi, e soprattutto come, deve essere coerente con i personaggi.
9) Groucho è un ignavo: è stupito per il modo in cui è conciato Bloch, lo assiste e gli spiega le novità sulle indagini di Dylan. MA STIAMO SCHERZANDO? Quand'è l'ultima volta che si è visto Groucho RIDERE veramente? O sparare vere assurdità in faccia al mondo? Credo che questo sia e sarà un punto critico della testata con cui gli sceneggiatori dovranno trovarsi a fare i conti in modo sempre più scomodo.
Inoltre anche in questa storia le donne civettano (Rita, Hilary) ma preservano la propria integrità morale e fisica. Anche questo oltre al resto mi ha dato l'idea di uno stile molto barbatiano.
10) Secondo me la storia non si perde nel finale, nel senso che Enna padroneggia molto bene gli scarti logici dei cambi di scena e prospettiva (il frequente rimando alle parole sussurrate all'orecchio di Bloch da Ike ne è una prova), come nella spiegazione ad Ike in coma di ciò che è accaduto dopo lo sparo ad Hilary. Sebbene in un primo momento spiazzante, in seguito anche questa sequenza assume un proprio senso compiuto e riconoscibile ed a mio parere non confusionario.
11) Alcuni personaggi, come Buio, credo siano stati creati volutamente imbelli: la sua retorica e vezzosa postura, mimica, divisa, parlata (la battuta più stereotipa della storia: "l'unica regola è che non ci sono regole") contribuiscono a dare di lui l'immagine del "fantoccio", come dirà poi Ike prima di ficcargli l'uncino in gola, necessaria a far emergere il contrasto fra la vera violenza e la manieristica teorizzazione estetica della violenza stessa.
12) Mari mi piace sempre di più, migliora ad ogni storia (ad esempio a partire da "Il cimitero dei freaks" il suo tratto mi sembra essere diventato più plastico e meno squadrato o tagliente, come può essere quello di un Piccatto, ad esempio), soprattutto mi dà l'impressione di conferire una drammaticità reale alle espressioni dei personaggi (i volti, oltre il resto, sono favolosi. Cosa che mi ha fatto impazzire ancora di più è stato il dettaglio delle labbra di Ike accostate all'orecchio di Bloch).
Forse mi verrà altro in mente.