buffo quando una persona riesce a rendere espliciti i pensieri che fino a pochi minuti fa pensavi fossero solo tuoi...
il post di "il Male" mi ha leggermente anticipato[:)], nella sua riflessione sui personaggi secondari e/o semplici comparse, per non dire insulse vittime...
il donare scampoli di vita vissuta a personaggi destinati a durare poco più di qualche vignetta, aiuta il lettore ad immedesimarsi nella loro sventura, crea quella leggerissima empatia che fa si che la loro non sia una semplice comparsata, ma un elemento che rimanga impresso benoltre la lettura dell'albo ( vedi call centerista in crisi lavorativa, barbone che poi barbone non era ecc. ecc.)
Non pretendo di paragonare gli espedienti di Marzano, o chi per lui in altre storie, a quelli di un certo Tizianone Sclavi, che aveva fatto di questo mezzo narrativo uno dei suoi cavalli di battaglia ( vedi uno su tutti, in "Attraverso lo specchio", nel quale ripercorre i fatti salienti della vita di ogni personaggio, fino a che questa non arriva alla tragica morte) Lungi da me il paragone, mi ero perso dietro a alinconici tentativi di rievocare i fasti passati ....Sospiro...[V]
Tornando alla storia, devo dire che ho trovato in questa prova di Marzano una piacevole sorpresa, finalmente un albo scorrevole e convincente, nel suo essere uno dei tanti clichè dylaniati...
a prescindere dal fatto che per come sono fatto, finisco sempre per rileggere qualsiasi albo di dylan, anche i meno riusciti, questo merita sicuramente una futura rispolverata, quando sarà passato abbastanza tempo per far si che io lo gusti come la prima volta...
storia horror come non se ne vedevano più, con un mostro che rimane tale fino alla fine, e non si rivela essere l'ennesima allucinazione indotta da gas, sostanze feromoniche create in laboratorio, ipnosi di massa, ecc, ecc ( piccola frecciatina a signori delle mosche e reincarnazioni da strapazzo...)
Un Roi tenebroso e intenso come al solito, forse lontano dalle prove della "Clessidra di pietra" o dello spettro del tamigi, ma rimane decisamente in testa alla mia personale classifica dei disegnatori Bonelli, una vecchia guardia che ha ancora molte frecce al suo arco...posso essere indotto a pensare che il buon Re abbia in questi ultimi anni una mole di lavoro e di collaborazioni, vedi Brendon & Co, decisamente superiore ai primi anni e questo lo porti ad una più veloce realizzazione delle tavole...o si tratta forse di semplice evoluzione stilistica, come per Dall'Agnol, Soldi, ecc..
Voto all'albo, buono virante verso l'eccellente, e non posso che augurare al buon Marzano di continuare per la strada intrapresa, che ci piace decisamente....
|