Posto qui la prima parte della mia analisi sulle storie di DD. Parto dal numero uno, sperando di centrare la struttura dell'albo e lo svolgersi degli avvenimenti. Per non risultare troppo prolissa e noiosa, ne pubblico una parte. E' fermo convincimento che si tratta di osservazioni personali e come tali detestabili. Se è il caso il post può tranquillamente finire nel cestino di windows...
Fin dalla prima vignetta ci appare evidente il taglio filmico dell’albo, dei disegni, impostati da Stano con una precisione stilistica maniacale. La casa immersa nel buio. L’urlo che si perde in una notte totalmente oscura. L’inseguimento e la lotta finale fanno parte di una prospettiva cinematografica più che fumettistica. Si ha la sensazione di assistere al movimento dei due protagonisti, uno dei quali immerso nel buio e nella penombra, sintesi ancestrale della paura e del mistero, di respirare l’aria fredda della casa nella notte, di ansimare con Sybil che, come ogni horror insegna, si rinchiude in una stanza senza possibilità di fuga, consegnandosi al marito/zombie, affamato di carne umana. La difesa della donna appare di memoria hitchockiana, stile “Delitto perfetto” con horror nascosto nella penombra ma per questo ricco di suggestione e di pathos. Con l’arrivo a Londra di Sybil Browining ( nome che da subito ci anticipa l’idea Sclaviana della citazione filmica e letteraria che tanto caratterizzerà le opere future di Dylan Dog ), il fumetto prende forma come tale, ora virando senza scarti ma con una bravura assoluta a livello di sceneggiatura, verso l’ironia e il non sense ( almeno come lo si vuol vedere qui, senza collegamenti a Morgana e agli albi futuri ). E’ Groucho e non Dylan a mostrarsi per primo, con la sua nonchalance che demolisce l’impianto horror classico cupo e misterioso di poche tavole prima. E lo fa con battute continue, irrispettose e assurde e nonostante questo perfettamente integrate al “ non senso” del racconto che Sybil farà proprio a Dylan. Lui si presenta alla maniera di James Bond, ma le battute e l’aria scanzonata da playboy, mostrandosi più incline a sedurre la bella dottoressa in erba piuttosto che a scoprire cosa davvero nasconda la morte del marito. Se da un lato tale comportamento può sembrare in contrasto con la visione classica del detective di inglese impostazione ( Sherlock Holmes su tutti ) non fa altro che rimarcare le note appena mostrate prima: il fumetto sarà un misto di difficile realizzazione. Horror e ironia, seduzione e mistero, comicità e dramma. Ancora si punta alla versione cinematografica della vicenda, con un flashback narrativo, espediente di solito abbastanza trito e noioso, ma che qui ci mostra oltre alle fenomenali tavole di Stano, anche una vivacità simile all’apertura iniziale, che ci trasporta senza quasi prender fiato verso la parte terza della vicenda. Dylan e Sybil al cinema, ennesima strizzata d’occhio a quanto detto prima, con tavole prese direttamente da Zombie di Romero, ormai esplicita pietra di paragone. Disegni che sono un gioiello per gli occhi, che catturano la mortalità degli zombie e la loro ferocia, eppure nulla di quanto paragonabile a ciò che avviene con la sequenza della morgue. Qui Sclavi e Stano pilotano il lettore verso l’orrore più cupo, freddo, desolato, anatomico. Da anatomia sono i corpi nudi degli zombie che parafrasando l’ennesimo omaggio filmico “ aprono la porta” mostrando al mondo e agli occhi dello scienziato troppo zelante, la profondità del male. La dimenticanza abbastanza infantile di Xabaras di colpire anche questi, divenuto zombie, è un espediente narrativo che ancora una volta ci mostra lo svolgersi filmico della vicenda. Sembra di assistere ad un ralenty macabro, terrorizzante, sino allo sparo risolutore. L’incontro tra Xabaras e Dylan Dog è preceduto da una riflessione dylandoghiana presa direttamente dal classico Holmes circa l’arrivare della verità dopo aver scartato ogni ipotesi plausibile. Egli ci appare apparentemente semplice, quasi insignificante nella sua normalità, ma il dialogo con Dylan è immediatamente pieno di vistose bugie, scuse fallaci e inequivocabilmente indotte per mostrare l’ambiguità perversa del personaggio. Xabaras appare enormemente simile all’idea lovercraftiana del “reanimator”, di colui che inconsapevolmente o meno darà vita all’apocalisse.
_________________ " Il locale è triste e sta sempre qua ! "
" Dylan Dog è arrivato allo scontrino fiscale "
Oriana Fallaci ti amo.
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