Cravenroad7

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#Maxi 2009
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MessaggioInviato: ven lug 10, 2009 8:32 pm 
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Ma Lei è già distesa.


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MessaggioInviato: ven lug 10, 2009 8:38 pm 
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Iscritto il: dom ott 08, 2006 12:46 pm
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<blockquote id="quote"><font size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica" id="quote">quote:<hr height="1" noshade id="quote"><i>Originally posted by Fedylaniata</i>
<br /><blockquote id="quote"><font size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica" id="quote">quote:<hr height="1" noshade id="quote"><i>Originally posted by Dario84</i>
<br />Non sarà un commento basato su fatti oggettivi (del tipo: qui c'è l'errore X, là la discrepanza Y e così di séguito), ma piuttosto sul modo in cui io recepisco le storie di Enna.<hr height="1" noshade id="quote"></font id="quote"></blockquote id="quote"> E meno male che hai fatto questa premessa, perché dal seguito si potrebbe pensare che Enna questa storia l'abbia scritta sotto i tuoi occhi... [;)]

Dissent<i>o</i> su alcune osservazioni ma mi riservo di parlarne più distesamente.
<hr height="1" noshade id="quote"></font id="quote"></blockquote id="quote">Siamo esseri dissenzienti cui piace dissezionare le questioni. [;)] Sono certo che le tue osservazioni saranno pertinenti e illuminanti. [^]


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MessaggioInviato: sab lug 11, 2009 6:24 am 
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<b>Le morti bianche</b>

S
P
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I
L
E
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Innanzitutto integro alcune osservazioni già avanzate da altri:

<b>Dr. Hicks</b>: esatto il rimando a <i>Il quarto stato</i> di Pelizza Da Volpedo a p. 94, però nella vignetta immediatamente precedente, la quarta, ci ho visto anche un rimando alla copertina dell'albo <i>Morgana</i>. Se la cosa fosse vera, e voluta, secondo me l'operazione assumerebbe un bel significato: nella quarta vignetta gli operai che fanno da sfondo sarebbero un corrispettivo degli zombi che si vedono sulla copertina, mentre con la quinta vignetta e l'allargamento del campo visivo, gli operai, da morti viventi (elemento richiamato anche nella storia), diventano individui consapevoli che lottano per la propria vita.

<b>Cyber Dylan</b>: Effettivamente anche a me è venuto da pensare a <i>I peccatori di Hellborn</i>, soprattutto per l'antropomorfismo del carcere/fabbrica; però c'è da dire che in quella storia l'elemento assumeva ben altra valenza e qualità, mentre qui secondo me diventa il punto più debole del racconto, perché resta in superficie, soltanto come spiegazione finale e non come elemento portante.

<b>simone</b>: giusta anche l'intuizione sui cognomi degli autori Marvel, ma ti sei fermato troppo presto. Tutti i personaggi hanno il cognome di un autore Marvel: non solo Loeb e Straczynski, ma anche [Brian] Bendis (ormai punta di diamante della casa editrice e che in Italia possiamo leggere di questi tempi sulle pagine di <i>Secret Invasion</i>, fra le altre cose), [Brian] Vaughan (co-autore di <i>Y: the last man</i> e impegnato in numerosi progetti Marvel), [Walt] Simonson (anche lui impegnato in una miriade di collaborazioni), ma <i>last but not least</i> [Martin] Goodman (fondatore di quella che in séguito sarebbe diventata la stessa Marvel Comics).

Vista l'ultima notazione su Goodman, allora si potrebbe istituire un parallelismo fra la Formake e la "Casa delle idee", dove la seconda diverrebbe emblema dell'industria del fumetto, che si ricicla e si autofagocita prendendosi le vite di sceneggiatori zombi, ormai morti dentro. Ahahahahah, anche qui, se fosse una cosa vera, e voluta, la trovata sarebbe molto carina. :D

Per il resto reputo questa storia la migliore di questo Maxi, per la sua onestà (adesso ci vuole) operaia, per alcuni spunti molto interessanti e per la misura nel non voler strafare (fondamentale difetto che, in modi diversi, mette una tara sui lavori di Enna e Bilotta). Forse aggiungerò qualche altra parola in un altro momento, ma per me la prova di Gualdoni davvero è una storia di Dylan Dog così come la vorrei-me l'aspetterei.

EDIT: dimenticavo l'ovvio riferimento al racconto di King "Il compressore", contenuto nella raccolta <i>A volte ritornano</i>, ma credo che in questo caso il rimando riguardi maggiormente la sua trasposizione cinematografica, <i>The Mangler</i>, con Robert Englund.


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MessaggioInviato: sab lug 11, 2009 10:56 am 
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Iscritto il: ven mar 18, 2005 12:15 pm
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Località: Verona
<blockquote id="quote"><font size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica" id="quote">quote:<hr height="1" noshade id="quote"><i>Originally posted by Dario84</i>
<br /><b>Le morti bianche</b>

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Vista l'ultima notazione su Goodman, allora si potrebbe istituire un parallelismo fra la Formake e la "Casa delle idee", dove la seconda diverrebbe emblema dell'industria del fumetto, che si ricicla e si autofagocita prendendosi le vite di sceneggiatori zombi, ormai morti dentro. Ahahahahah, anche qui, se fosse una cosa vera, e voluta, la trovata sarebbe molto carina. :D<hr height="1" noshade id="quote"></font id="quote"></blockquote id="quote">

Oh bella, avevo riconosciuto i cognomi degli autori, ma a questa lettura non avevo proprio pensato! Eppure ci sta tutta, mi pare.

Su <i>I sei corvi</i>: credo che, complessivamente, sia la miglior storia del Maxi, eppure non sono neanche del tutto in disaccordo con Dario quando dice di trovare<i> "fastidioso e irritante lo stile ampolloso e retorico di Enna, quel suo modo dandy di scrivere che sembra dover rendere titanico anche uno starnuto"</i>. Non che io la pensi così (e non capisco bene cosa si intenda per scrittura dandy [:D] ), ma è vero che, in effetti, lo stile di Enna è caratterizzato da una certa pesantezza, e nemmeno quest'albo ne è esente.


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MessaggioInviato: sab lug 11, 2009 11:14 am 
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Dal manuale di retorica di Dario & Ottantaquattro:

<i>Scrittura dandy</i>:
scrittura caratterizzata da una certa ricercatezza e/o ostensione d'eleganza, talvolta eccedente le necessità e/o i contesti narratologici.

Chiaro, no? [:D]


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MessaggioInviato: sab lug 11, 2009 12:05 pm 
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Da oggi in poi, vorrei essere chiamato Dario. Dario84. :P


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MessaggioInviato: sab lug 11, 2009 12:11 pm 
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Iscritto il: dom ott 08, 2006 12:46 pm
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<blockquote id="quote"><font size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica" id="quote">quote:<hr height="1" noshade id="quote"><i>Originally posted by Triss</i>
<br />Da oggi in poi, vorrei essere chiamato Dario. Dario84. :P
<hr height="1" noshade id="quote"></font id="quote"></blockquote id="quote">OT

Se vuoi posso chiamarti Dario III Codomanno. [:D]

FINE OT


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MessaggioInviato: sab lug 11, 2009 3:14 pm 
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Iscritto il: lun lug 07, 2003 6:56 pm
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molto interessante questa lettura (che sinceramente non mi era passata nemmeno per l'anticamera del cervello [:D]) in effetti per quanto riguarda pellizza da volpedo, bisognerebbe capire se la scelta sia di M&G o di Gualdoni, nel primo caso praticamente la tua interpretazione (seppure molto suggestiva) IMO potrebbe essere frutto del caso, se fosse il secondo... ancora più bravo Gualdo! [:D]


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MessaggioInviato: sab lug 11, 2009 3:18 pm 
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Iscritto il: ven mar 18, 2005 12:15 pm
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Località: Verona
<blockquote id="quote"><font size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica" id="quote">quote:<hr height="1" noshade id="quote"><i>Originally posted by Dario84</i>
<i>Scrittura dandy</i>:
scrittura caratterizzata da una certa ricercatezza e/o ostensione d'eleganza, talvolta eccedente le necessità e/o i contesti narratologici.<hr height="1" noshade id="quote"></font id="quote"></blockquote id="quote">

Quand'è così la definizione può anche calzare. [8D]


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MessaggioInviato: sab lug 11, 2009 9:35 pm 
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<blockquote id="quote"><font size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica" id="quote">quote:<hr height="1" noshade id="quote"><i>Originally posted by Dario84</i>
<br /><blockquote id="quote"><font size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica" id="quote">quote:<hr height="1" noshade id="quote"><i>Originally posted by Triss</i>
<br />Da oggi in poi, vorrei essere chiamato Dario. Dario84. :P
<hr height="1" noshade id="quote"></font id="quote"></blockquote id="quote">OT

Se vuoi posso chiamarti Dario III Codomanno. [:D]

FINE OT
<hr height="1" noshade id="quote"></font id="quote"></blockquote id="quote">
Per me va bene![8D][:o)]


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MessaggioInviato: dom lug 12, 2009 1:50 pm 
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Iscritto il: mar dic 27, 2005 1:38 am
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Le Morti Bianche
Pur ispirandosi al film (e di conseguenza al racconto di King) The Mangler, Gualdoni riesce lo stesso a creare una storia con una sua autonomia e individualità che rende il racconto piacevole e di denuncia sociale (il tema trattato purtroppo è attuale). Vi posso raccontare anche di un altro fatto che rispecchia la realtà presente nel racconto, che ho vissuto non in prima persona ma quasi: la storia di un operaio di una fabbrica con un capo abbatanza severo, che una volta divenuto capo a sua volta si è rivelato più cattivo e spietato del suo predecessore.

I Sei Corvi
Ritengo che sia la storia più fiacca delle tre, pur non raggiungendo l'insufficienza. Il finale la eleva un pò, poiché la figura di Isabel è di grande impatto emotivo.

Oggetti Smarriti
Storia che ho apprezzato di più di questo Maxi; originale, ben scritta e accattivante. La filosofia degli oggetti con un anima mi ha sempre affascinato.

In definitiva un ottimo Maxi, che racchiude in se tre storie ben assortite e divertenti. Ottime per questo periodo (che inevitabilmente richiede un livello più basso di attenzione, anche se io non sono d'accordo con questo assunto).


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MessaggioInviato: lun lug 13, 2009 2:12 pm 
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Iscritto il: mar gen 03, 2006 8:32 pm
Messaggi: 107
Direi veramente un buon MAXI che presenta storie che avrebbero meritato di essere pubblicate anche sulla serie normale, molto probabilmente. La qualità delle 3 storie è infatti sinceramente superiore alla maggior parte delle ultime uscite "regolari". Naturalemnte non siamo di fronte a dei capolavori ma perlomeno a 3 storie ben scritte e sviluppate. La storia di Bilotta contiene degli spunti realmente interessanti, per poi perdersi inveitabilmente nelle spiegazioni finali.
Ho apprezzato in maniera particolare il ritorno di un po' di sano horror e qualche sequenza forte, ...finalmente!!!!


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MessaggioInviato: lun lug 20, 2009 12:27 pm 
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Iscritto il: mer ago 16, 2006 3:07 pm
Messaggi: 382
Mi ha abbastanza stupito la buona accoglienza che (mediamente) ha ricevuto questo Maxi nel forum.
Secondo me, le tre storie sono accomunate da un grande difetto: la presenza un 'deus ex-machina' soprannaturale, assolutamente gratuito, poco convincente, e posto al punto giusto dall'autore per mettere una pezza a storie altrimenti banali.


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MessaggioInviato: lun lug 20, 2009 3:15 pm 
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Iscritto il: ven mar 18, 2005 12:15 pm
Messaggi: 12613
Località: Verona
Ma il soprannaturale fa parte del dna di <i>Dylan Dog</i> (la serie, non il personaggio)! Il problema è che manca da tanto che ce ne siamo dimenticati... [:(]


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MessaggioInviato: lun lug 20, 2009 3:22 pm 
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Iscritto il: gio ott 20, 2005 11:45 pm
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Mi son piaciute tutte e tre le storie, ma ho adorato l'ultima...

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IN VINO VERITAS


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